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Disclaimer:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per chi ama le Arti Marziali
Articoli

Gli articoli dei membri della Nei Dan School!



IO SONO IO E VOI NON SIETE UN CAXXO PDF Stampa E-mail

Prendo in prestito questa colta citazione del marchese del Grillo per far comprendere dove porre l'attenzione nello studio dell'arte marziale come via all'alchimia interna (non come forma di combattimento, per intraprendere la via della trasformazione interiore bisogna già saper combattere): solo ed esclusivamente su se stessi. Gli altri non contano, gli strumenti non contanto, l'attitudine alla fatica non conta, l'unica cosa importante è l'attenzione al se e la ferra volonta nel cercare di condensare l'intenzione.

In questa pratica alchemica ci vengono in aiuto i tre dantien:

1. il dantian inferiore o Xia Dantian: è alloggiato nell'addome, approssimativamente tre dita sotto l'ombelico. Rappresenta il centro di gravità e viene considerato il crogiuolo ove si trasforma la forza grezza in forza raffinata

2. il dantien mediano o Zhong Dantian: posto in corrispondenza dello sterno e viene considerato il crogiuolo ove il respiro viene trasformato in movimento corporeo

3. il dantien superiore o Shang Dantian: posto nel cranio e viene considerato il crogiuolo ove l'intenzione viene trasformata in shen o spirito

Le linee guida lasciateci prevedono che il piombo (o forza grezza) venga sublimata fino al dantien mediano) affinchè la respirazione ci permette di trasformare l'intenzione in spirito.

Ma questo processo di trasformazione oltre che parziale e volutamente espresso in modo da condurre facilmente in errore. In primo luogo la forza grezza a cui poco sopra facevo riferimento è molto più raffinata di quanto molti possano pensare, in quanto già si fa riferimento ad un tipo di forza centralizzata, ergo quando presunti gran maestri dicono che il dan tien addominale va usato come se fosse una sfera o vi mantengono ad una conoscenza parziale (per molti motivi, alcuni giustificati ed altri no) oppure non sanno quello che dicono.

In realtà queste indicazioni per la sublimazione degli stati alchemici sono null'altro che un percorso didattico per comprendere e allenare un "percorso", quando poi si è compreso il concetto, va invertito il percorso: perchè lo spirito condensa l'intenzione fino a portare la mente nei polmoni che premendo lungo il diaframma toracico creerà una pressione verso il basso. Qui si può trovare una valvola di sfogo per la forza appena generata che può provocare uno spanciamento, questo va assolutamente evitato. A questo punto avviene la parte del processo che più viene nascosta dai maestri: la pressione del dantien addominale verso terra (mantenendo l'arco inferiore e le anche aperte).

Questa inversione di rotta permette di realizzare quello che gli antichi maestri definivano "diventare tramite tra cielo e terra".

Solo per scrupolo: quanto appena elencato non prevede di vedere madonne, santi o angeli. Non richiede l'uso del peyote o di allucinogeni vari, non ha a che vedere con religioni o con poteri paranormali, non serve per mettersi in contatto con Elvis ne per intercedere con i rettiliani. E' un serio studio del se (un atto di egoismo profondo) e se sul vostro cammino trovate figure al limite del buon senso: santoni, maestri di vita e cazzoni vari scappate prima di finire rovinati irrimediabilmente nella pische e nel fisico.

 
Corso estivo di kung fu e tai chi a Saluzzo PDF Stampa E-mail

 

 

Per i mesi di giugno luglio e agosto sarà possibile praticare Tai Chi e Kung Fu all'aperto a Saluzzo, seguiti da istruttori qualificati presso la Nei Dan School del M° Flavio Daniele.

Non perdere l'occasione di provare queste antiche discipline volte alla difesa della propria persona e per il miglioramento della salute.

 

 

 

Alcuni benefici riconosciuti del tai chi:

1. toccasana per la salute degli anziani

2. riduce lo stress

3. riduce gli stati d'ansia

4. fa bene alle articolazioni

5. aiuta a dormire meglio

toccasana per la salute degli anziani
toccasana per la salute degli anziani

Vieni a provare per capire le altre qualità di queste splendide discipline. Contattaci al 3460888749 oppure scrivici all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Pieno e vuoto PDF Stampa E-mail

Spesso nelle arti marziali si sente usare il concetto bipolare di pieno e vuoto, gli stili cosiddetti interni ne hanno fatto un caposaldo mentre stili come il karate shotokan annoverano addirittura questa terminologia nei 20 principi di G. Funakoshi (per la precisione il 14° principio recita: nel combattimento devi saper padroneggiare il Pieno e il Vuoto).
Questo dovrebbe far capire quanto questo dualismo sia importante per la pratica.

Va detto che questo concetto ha tolto il sonno a molti praticanti, ha riempito le bocche di molti pseudomaestri e ha portato fuori strada molti ignari allievi in quanto per la maggior parte delle volte viene frainteso.

Il pieno e il vuoto esattamente come il bianco e il nero rappresentano due estremità, e come tali implicitamente aprono la strada all'esistenza di una variegata scala di grigi. Sono proprio questi grigi l'anima e l'essenza del concetto, in quanto come cartine tornasole fungono da strumento per comprendere il proprio livello, e cosa ancora più importante bisogna comprendere che per passare da pieno a vuoto dobbiamo togliere qualcosa (che però possediamo) o per passare da vuoto a pieno bisogna mettere qualcosa che possediamo.
In parole povere se la pratica richiede di comprendere come togliere la forza fisica a favore della forza interna è OBBLIGATORIO possedere forza fisica, altrimenti cosa tolgo? Se per esempio ci viene richiesto di togliere la struttura per portare l'intenzione nel dan tien (allo scopo di scioglierlo) questo implica l'aver costruito la struttura. La complessità che si cela dietro questa terminologia è al tempo stesso la sua forza, perchè porta inevitabilmente alla comprensione che tutto nella pratica provoca una percentuale di pieno e di vuoto: le posizioni, il rilassamento, la disposizione del baricentro, il qi accumulato...tutto.
Ma poniamoci una domanda, la comprensione del pieno e del vuoto può renderci invincibili al punto da porci seghe mentali tali da farci perdere anni del nostro tempo nella pratica? Ovviamente la risposta è no! In quanto la comprensione è per sua natura mutevole ergo è davvero stupido allenare pieno e vuoto, non si può fare per definizione, in quanto se mi alleno è perchè non ho compreso, mentre se ho compreso non ha più senso allenare un concetto.
Quindi per comprendere il pieno e il vuoto bisogna smettere di volerlo comprendere, bisogna semplicemente allenarsi con un buon maestro e i risultati arriveranno, senza volere che arrivino (questo punto non implica lo spegegnere il cervello sia chiaro, ma solo ridurre il desiderio).
Questo punto focale di non forzare la mente riempiendola di continue e stupide domande permette alla mente stessa di svuotarsi (fare vuoto) per permette alla comprensione dettata dal corpo di farvi breccia e riempire la mente del concetto e il corpo della sua efficacia. Mentre per il pieno l'efficacia è palese va detto che anche il vuoto ingloba la sua efficacia, dettata dalle conseguenze che il "vuotare" provoca, immaginiamo di togliere la pressione esterna (come può essere il corpo di un essere umano nello spazio) ad una persona, il risultato è che il soggetto esploderà!

Questo è il modus operandi che va adottato su tutti i capisaldi delle arti interne: pieno e vuoto, yin e yang, Yi-Qi-Li, Fang Song e chi più ne ha più ne metta.
Non ci si allena per ottenere risultati derivanti dalla comprensione di un principio, come non ci si allena per diventare più forti o men che meno per avere degli allievi a cui insegnare (così da avere un ritorno economico); ci si allena solo perchè ci diverte e ci fa star bene, diversamente l'approccio alla pratica non sarà sincero, e la predisposizione mentale non sarà pronta per la comprensione...in parole povere butteremo via del tempo se il nostro scopo sarà l'alchimia interna.

 
La schiena gemma preziosa e nascosta della pratica interna PDF Stampa E-mail

Ripensavo ai primi stage fatti con i M° Xu e Daniele ormai nel 2007/2008 e ricordo chiaramente come spessissimo ci veniva detto che la gran parte della forza generata dal corpo nell'uso del lavoro interno arrivasse dalla schiena e dai glutei. E ai tempi mi chiedevo "ma se è uno stile interno perchè porre l'attenzione sulla schiena che è una zona esterna del corpo?", inoltre leggevo i classici del Tai Chi nei quali si faceva spesso riferimento ad avere la schiena come il guscio della tartaruga (vedere le immagini per notare la similitudine fisica e non una pura immagine mentale).
Passano gli anni, si accumulano gli stage e le nozioni apprese da quelli che ora posso considerare i miei Maestri (m maiuscola voluta), e le risposte arrivano. Chiarificatore in ogni sua sfumatura è stato uno stage di Nei Gong svoltosi lo scorso 8 aprile 2017 a Pinerolo presso la palestra Arte e Sport. In tale stage il M° Flavio Daniele ha spiegato per filo e per segno come attraverso la respirazione inversa è possibile attivare la schiena fino al livello delle scapole, mentre l'apertura delle anche lascia scivolare la pressione interna verso il basso fin sotto la pianta dei piedi (famoso radicamento) causando automaticamente "il sollevamento dell'ano" come menzionato nei classici, ma cosa ancora più importante lega indissolubilmente i glutei al resto della schiena (in Nei Dan si usa dire "riempire i reni"). Così si forma quel famoso "guscio", e fino a qui è "facile" perchè attraverso il paradigma li-qi-yi abbiamo insegnato alla nostra intenzione qual'è il percorso per attivare queste qualità fisiche, ora inizia la parte difficile: invertire il processo e attraverso l'intenzione attivare e far "pulsare" la schiena in maniera consapevole, precisa e potente.
Solo così si può iniziare a togliere forza dalla parte frontale del corpo per farla scaturire dalla parta posteriore e veicolarla lungo le braccia.
A questo punto si concretizza un ostacolo, davvero non facile da superare, ovvero come veicolare questa forza della schiena lungo le braccia in modo da poterla usare per colpire, tirare, strattonare e spingere. La risposta nella sua semplicità teorica (ma di difficile applicazione pratica) risiede nella giusta iterazione tra scapola e omero. Ovvero la scapola deve solo scampanare, scivolando dal centro della schiena (nel punto che prima abbiamo raggiunto attraverso la respirazione inversa) verso la zona delle ascelle e viceversa. Quest'ultimo movimento innesca una rotazione dell'omero sul suo asse e riceve una spinta/trazione dello stesso allontanandolo o avvicinandolo in funziona del movimento della scapola. Riflettendo su quest'ultima nozione si può capire perchè nelle arti interne di matrice cinese si porti l'intenzione solo fino al gomito e non si parli mai di mano, in quanto se alleniamo questo modo di muoverci otteniamo un flusso di forza che arriva naturalmente alla mano anche se l'intenzione è posta solo fino al gomito. Tutto questo deve essere allenato con l'ausilio dell'attenzione e genera un notevole cambiamento del tipo di forza applicata, ma cosa più importante ci porta nel mondo del' AN JIN ovvero la forza nascosta, primo vero punto di svolta nell'alchimia interna a scopo marziale (e non solo). Da questa serie di informazioni si può facilmente intuire perchè ho definito la schiena come una gemma preziosa, in quanto se non c'è un lavoro dedicato a questo percorso muscolare difficilmente si troveranno dei riscontri pratici dallo studio delle arti marziali interne. Inoltre l'ho definita nascosta perchè la gente che segue Maestri famosi raramente guarda la schiena, si tende ad osservare le mani e i piedi così si ricade nel classico errore di guardare il dito che indica la luna.

 
L'essenza dello Xin Yi Liu He Quan PDF Stampa E-mail

Da qualche tempo a questa parte è diventato relativamente facile procurarsi video di forme di Xin Yi Liu He Quan, e a causa di questa facilità nel reperire materiale ci si ritrova a vedere video davvero improponibili. Gente che pensa di fare Xin Yi solo perchè conosce una forma, ma se si analizzano questi video si vede la mancanza totale delle fondamenta. Si dice che in origine non ci fossero neanche i dieci animali, ma solo i sei poteri che ne costituiscono il cuore e l'essenza. Entrando nello specifico possiamo dire che le sei arti del corpo (o sei poteri) dello Xin Yi Liu He Quan quan sono:

1) L’artiglio dell’aquila
2) La vita del drago
3) La schiena dell’orso
4) Il collo della tigre
5) La zampa (gamba) del gallo (o pollo)
6) Il suono del tuono

1) “L’artiglio dell’aquila” significa che la mano è come l’artiglio di un’aquila: quando scatta non torna mai indietro vuota. Prima le mani vengono spinte in avanti in un attacco di palmo, poi le dita si chiudono ad artiglio e strappano. Queste richiede oltre un indubbio condizionamento anche un eccellente lavoro di tendini e legamenti.

2) “La vita del drago” trasforma il corpo in una molla in tensione. La parte superiore del corpo è girata da un lato, mentre la parte bassa dall’altro. Nell’attacco la molla si stende e la tecnica parte. Poi la parte superiore ed inferiore del corpo si girano nella direzione opposta e la molla viene compressa nuovamente, tesa e pronta per la tecnica successiva.
Ad un secondo livello è la comprensione e l'uso del dan tien a fini marziali, mentre ad un terzo livello di pratica diventa sede del campo del cinabro a fini di trasformazione interiore.

3) “La schiena dell’orso” implica che la schiena venga curvata come un arco e le braccia scagliate in avanti come frecce. Inoltre ad un livello più profondo implica l'uso dello zhong ding per sviluppare la forza alto-basso.

4) “Il collo della tigre” significa che il collo deve sempre essere rivolto verso il nemico, come il collo di una tigre deve sempre essere rivolto verso ciò che sta cacciando. Unito alla seconda qualità rende viva e marziale la terza qualità.

5) “La zampa (gamba) del gallo” è un concetto importante nello Xin Yi per varie ragioni. Per prima cosa i galli (o polli) non cadono mai: anche se hanno solo due zampe (al contrario dei quadrupedi) sono estremamente stabili. Inoltre quando un gallo cammina tutta la sua zampa si sposta dietro l’altra. Se un uomo cammina con questa andatura il cinto pelvico si sposta di lato e la zona esposta dei genitali è minore. Inoltre in questo modo la gamba posteriore viene nascosta da quella anteriore: quando il nemico si accorge che la gamba di dietro sta calciando è ormai troppo tardi per difendersi. Un’altra ragione per camminare come un gallo è che esso non indietreggia mai, anche nello Xinyi c’è la regola di avanzare ed attaccare sempre. Per attaccare qualcuno che gli sta alle spalle il praticante di Xinyi si volta per poter continuare a muoversi in avanti. Inoltre avere gambe forti è indubbiamente vantaggioso sia per l'aspetto marziale sia a scopo salutistico, in quanto l'uomo inizia ad invecchiare dalle gambe, mantenendole in salute si gioca in contropiede rispetto i primi acciacchi della vecchiaia.

6) “Il suono del tuono”, l’ultima arte del corpo, è il suono feroce che si porta quando si applica una tecnica. Esso ha tre funzioni principali:

a) facilita l’emissione dell’energia al momento dell’attacco;

b) evita che la mente si innervosisca;

c) il suono spaventa il nemico. La sua paura e la sorpresa tolgono protezione al suo corpo proprio quando ne avrebbe più bisogno. Tuttavia il praticante di Xin Yi non cerca di produrre un semplice suono rabbioso. Egli viene spinto a produrlo dai suoi movimenti di attacco. E’ come il rumore di una cannonata. Il cannone è progettato per sparare un proiettile, non per fare rumore. Il rumore è solo un effetto secondario.

Le sei arti del corpo dello Xinyi sono molto importanti per sviluppare il “gusto animale” e la ferocia.
Grazie ad esse il praticante attacca in modo diretto spaventoso e feroce come un pericoloso animale selvaggio.

Di queste sei qualità quella apparentemente più esoterica è il suono del tuono (per chi come me ha dei trascorsi nel karate giapponese può conoscere sotto il nome "kiai").

Per sperimentare il sesto potere si può fare quanto segue: da posizione eretta inspirare profondamente in modo da riempire sia la parte bassa dei polmoni sia la parte alta, poi chiudere l'epiglottide richiamare la pancia in dentro e in alto in modo da aumentare la pressione interna, quando ciò è stato fatto aprire l'epiglottide velocemente e rilasciare l'emissione sonora.

Di fatto queste sei qualità sono a tutti gli effetti l'anima del sistema, in quanto sono il Nei Gong specifico dello stile. Avendo queste sei qualità e non conoscendo alcuna forma si può dire di fare Xin Yi Liu He Quan, ma non viceversa, non importa il lignaggio, non importa quante volte si è visto un maestro, o si ha queste sei qualità oppure non è Xin Yi Liu He Quan.

Sammarco Francesco

 


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