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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per chi ama le Arti Marziali
Articoli

Gli articoli dei membri della Nei Dan School!



Errore posturale PDF Stampa E-mail

La causa principale del disalineamento della struttura

In Nei Dan School si parte da un presupposto: se la struttura corporea non è perfettamente allineata  non si può crescere qualitativamente nella pratica. Se si apre il libro "I Tre Poteri segreti del Taiji Quan Corpo-Mente-Energia" del Maestro Flavio Daniele si trova un intero capitolo in cui le singole parti corporee vengono trattate in maniera esaustiva e meticolosa. Quindi consiglio a tutti di leggere tale testo per approfondire tale argomento che è di fondamentale importanza per la crescita di un artista marziale. Partendo da questo presupposto vediamo ora di capire qual'è lo scopo di tale articolo: analizzare l'errore più frequente che causa il disalineamento della struttura.

 

Tale errore è definito "spanciare" o più precisamente portare le anche avanti rispetto al naturale posizionamento delle stesse, ma la causa scatenante di tutto ciò è l'errata distribuzione del peso corporeo, più precisamente il peso del corpo è troppo sui talloni. Questa cattiva distribuzione causa degli scompensi, ovvero se il corpo fosse allineato correttamente rischierebbe di cadere all'indietro e allora il corpo automaticamente sposta il bacino avanti per non perdere l'equilibrio e cascare. I problemi principali di salute di tale errore posturale sono accusati a livello della zona lombare della colonna vertebrale a causa del fatto che le vertebre si comprimono troppo, ma questo non è il solo problema, perchè porta anche a comprimere sensibilmente le vertebre cervicali e questo può provocare emicranie e mal di testa. Risolvere questo problema posturale è facile (quando si sa come fare), e la soluzione avviene in due step:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Portare le anche indietro

 

 

 

 


 

 

 

 

2. Portare il peso del corpo al centro della pianta del piede

 

 

 

 

 

 

Se si rispettano questi due criteri si evitano i problemi sopra esposti e si vive meglio, oltre che si è in grado di migliorare la propria prestazione marziale o sportiva che sia. Quando il corpo funziona bene anche l'arte marziale è messa in condizione di funzionare bene. Per concludere è buffo che chi soffre di questo scompenso posturale ha la percezione di essere dritto in realtà è storto.

 
Stage Internazionale Estivo Montese 2012 PDF Stampa E-mail

Come di consuetudine si è svolto il campus internazionale di arti marziali interne cinesi in quel di Montese (Emilia Romagna), organizzato dalla Nei Dan School di Bologna. I Maestri presenti a questa edizione erano, Guo Ming (George) Xu che curava il Tai Chi Quan stile Chen e il Ba Gua Quan, Flavio Daniele che seguiva e coordinava tutto lo stage insieme alla segretaria wacima Giuliana Romanisio, Wu Wen Wei che è un Maestro di alto ligniaggio di Xin Yi Liu He Quan e esperto di Qi Gong e Liu Bo Xue vera leggenda vivente del Tong Bei Quan e famoso Maestro di Tai Chi Quan stile Yang. Sono stati due giorni di intensi allenamenti, in un clima amichevole e in un posto davvero fantastico. La Liu He School di Saluzzo era presente a questo evento di rilievo internazionale che richiama praticanti da tutta europa (Inghilterra, Germania, Svizzera e Danimarca) e che invita Maestri dalla Cina e dagli Stati Uniti, perchè il Maestro Wu Wen Wei arriva da Shangai, il Maestro Liu Bo Xue da Pechino e il Maestro Xu benchè sia nativo di Shangai vive a San Francisco. In questa circostanza Sammarco Francesco ha conseguito il diploma di "istruttore di Nei Gong e Qi Gong" e il diploma di "operatore di Taiji Quan". I temi trattati sono stati molti e tutti estremamente utili, come le spiegazioni sulla pratica del Qi Gong (lavoro sull'energia interna) o il lavoro delle camminate dello Xin Yi Liu He Quan trasmesse dal Maestro Wu Wen Wei, oppure il modo in cui l'energia interna deve seguire l'intenzione del Maestro George Xu o le splendide applicazioni del Taiji Yang e del Tong Bei illustrate dal Maestro Liu Bo Xue. Insomma è stato uno stage stupendo sotto tutti i punti di vista ed è stata un ottima occasione per ritrovare amici fantastici e praticanti seri e motivati sempre disposti ad aiutare chi è alle prime armi. I componenti della Liu He School che hanno partecipato a questo evento sono l'istruttore e fondatore della Liu He School Sammarco Francesco e gli allievi Barra Pier Paolo e Barra Luca a cui vanno i miei ringraziamenti per aver mantenuto alto l'onore della scuola in un contesto di così alto livello.

Da sinistra verso destra: Barra Pier Paolo, Barra Luca, Maestro Flavio Daniele, Sammarco Francesco, Maestro Wu Wen Wei, Maestro Guo Ming (George) Xu, Maestro Liu Bo Xue.

 
Lo spirito è più importante della tecnica PDF Stampa E-mail

...recitava il buon Maestro Funakoshi ed è proprio così. A prescindere dallo stile la cosa più importante quando ci si allena nelle arti marziali è lo spirito con cui si pratica e si combatte.
Attenzione il possedere o no lo spirito non significa avere lo sguardo truce o perennemente "incazzato" significa far si che intenzione ed emozioni non si intralcino uno con l'altro.
Quindi evitate il cosiddetto "sguardo bovino", cioè facce crudeli e occhi fuori dalle orbite, perchè quello non vuol dire "avere spirito combattivo", al massimo quello può essere un espediente per mettere in soggezzione la gente "debole di spirito" ma nulla più. La gente che io ho conosciuto e che possiede "spirito" sorride tutto il tempo, anche quando combatte, con la differenza che quando queste persone combattono hanno occhi profondi come il mare da cui non traspare niente e nel quale è facile perdersi, mentre chi è privo di spirito (generalmente  è dotato anche di un ego smisurato e di una scarsissima autostima "perchè vorrebbero essere ma non è") allora maltratta le persone, le deride ed è perennemente arrabbiato con il mondo.

Con questo abbiamo però definito chi possiede spirito e chi no, ora diamo una definizione a questo termine:

Spirito deriva dal latino "spiritus" (letteralmente: soffio, respiro, alito, dal verbo latino "spirare" che significa "soffiare"). La parola latina a sua volta deriva dalla radice indoeuropea *(s)peis- ("soffiare").

Spiritus a sua volta deriva dal greco pneuma (πνεύμα) che come già spiegato in un altro articolo è un termine che significa "respiro", "aria", "soffio vitale" e che nei filosofi presocratici indica l'anima, principio originario, arché, connesso alla vita, impalpabile e invisibile, dunque immateriale ma anche materiale come dimostra un otre vuoto che soffiandovi dentro si gonfia riempiendosi di materia.

Bene quindi questo spirito non ha niente a che vedere con lo spirito religioso, ma come facciamo ad allenarci ad "avere spirito"?
C'è chi dice che o ci nasci o non lo puoi possedere, io invece credo che nelle mani di un buon Maestro è possibile riuscirci, esattamente come è possibile diventarne privi nelle mani di un incompetente. Ed il tutto è strettamente legato ad un corretto allenamento.

Penso che un po tutti hanno sentito il detto "sei uno senza spina dorsale" o più volgarmente "sei un uomo senza palle", e questi sono modi di dire indirizzati a persone prive di coraggio. Bene lo spirito è fortemente legato alla presenza o all'assenza di coraggio, non sono la stessa cosa ma sono intimamente legate perchè lo spirito è forte quando la sfera emozionale è forte. Allora cosa possiamo fare per migliorare il coraggio?! La risposta è attraverso un corretto allenamento è possibile sopperire alla mancanza di coraggio (che non vuol dire divenatare impavidi), ed il fattore che più incide è lo studio sull'asse centrale (spina dorsale), infatti "sei un uomo senza spina dorsale". Ora io non sono un esperto di medicina tradizionale cinese ma ho letto nei classici "quando l'asse centrale è correttamente allineato allora lo shen (o spirito) arriverà alla sommità del capo". Quindi è facile capire che quanto appena spiegato trova fondamento tra le passate generazioni di Maestri. Inoltre ho anche letto nello stesso testo che il lavoro sull'asse centrale permette anche di arrivare ad effettuare alchimia interna "sul seme", quindi da qui il detto "sei un uomo senza palle".

Ecco spiegato il mio pensiero sul detto "lo spirito viene prima della tecnica". E come vedete è possibile mettere in confronto detti popolari italiani con pezzi di testi dei trattati di alchimia interna delle arti marziali cinesi.

 
La legge del contrappeso PDF Stampa E-mail

Anni addietro grazie alla pratica del karatè avevo partecipato ad alcuni seminari con lo Shian Masaru Miura e ad uno di questi seminari mi fece sentire come effettuava la parata soto-uke e in quella circostanza ebbi la sensazione che il Maestro Miura si fosse seduto sul mio braccio. Quando qualche anno dopo ebbi la fortuna di incrociare le braccia con il Maestro Guo Ming (Gorge) Xu ebbi la stessa sensazione ma decisamente più marcata, senza esagerare il peso che sentii in quella circostanza era almeno 5/6 volte superiore a quello percepito anni addietro. E in entrambe le circostanze la mia reazione fu: sembra magia, in realtà era solo la legge del contrappeso applicata all’arte marziale.

 

Definizione:

“Un contrappeso è una massa utilizzata per bilanciare un carico.”

 

Ma questo contrappeso innesca una serie di altri fattori (a causa del bilanciare all’interno della definizione), di cui sicuramente il più importante è la leva.

 

Definizione:

“Una leva è una macchina semplice che trasforma il movimento ed è un'applicazione del principio di equilibrio dei momenti.

Una leva è composta da due bracci solidali fra loro, cioè che ruotano nello stesso angolo, con la stessa velocità angolare e sono incernierati per un'estremità ad un fulcro, attorno al quale sono liberi di ruotare.

I bracci di una leva sono anche indicati con i termini di braccio-potenza (P) e braccio-resistenza (R); il primo è il braccio al quale bisogna applicare una forza per equilibrare la forza resistente applicata all'altro braccio.”

Arrivando al sodo possiamo dire che quando solleviamo un braccio se non vogliamo ridurre la nostra efficacia dobbiamo prendere in considerazione la legge della leva. Se alzo solo il braccio per effettuare una parata (ad esempio) otterrò una leva di primo genere ma con il fulcro vicino al nostro punto di applicazione della forza (quindi un tipo sfavorevole) perché il fulcro sta nella spalla. Ma se noi quando alziamo il braccio ( in stato di rilassamento) usiamo il sedere come contrappeso otteniamo un leva favorevole e la nostra parata avrà sostanza e senza inutili contrazioni.

Ma questo era solo un esempio di quello che possiamo ottenere usando il sedere come contrappeso, un’altra possibile applicazione è come già menzionato sopra: sedersi sul braccio dell’avversario/nemico. Per ottenere questo bisogna avere i seguenti prerequisiti:

1. Song (rilassamento)

2. Saper rilassare le anche

Se siamo capaci di fare ciò allora ci basterà immaginare di sederci mentre entriamo in contatto con l’arto del nostro avversario/nemico causandogli contratture muscolari che useremo come fulcro per ottenere una leva a noi favorevole.

Come disse Archimede: datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo

Oppure come dicono i classici del Tai Chi Chuan: 4 once deviano 1000 libbre

Per concludere vorrei dare un consiglio che mi fu dato dal mio Maestro Flavio Daniele qualche tempo fa:

“Non lasciare mai che il tuo corpo sia fulcro della tua leva”

 

 

 
3 tappe nello studio dello Xin Yi Liu He Quan PDF Stampa E-mail

Lo Xin Yi Liu He Quan possiede diverse tappe nel suo percorso di studio, e sicuramente le prime tre in cui ci si imbatte sono

1. colpire con i 7 pugni: ovvero imparare a colpire con mano, gomito, spalla, anca, ginocchio, piede, testa. Questo non implica solo saper esprimere energia da questi sette punti del corpo umano ma vuol dire anche conoscere e padroneggiare le varie strategie di combattimento per poter arrivare a combattere con tutte queste zone. Saper riconoscere e gestire le varie distanze in cui questi sette pugni sono efficaci ed essere in grado di colpire con sequenze corrette in funzione del mutare della situazione. Per intenderci alla cortissima distanza conviene (in generale, poi ogni situazione è un caso a se) tirare una testata piuttosto che un pugno, e allo stesso tempo bisogna imparare ad arrivare a dare la testata, perchè partire da 2 metri volendo dare una testata di prima intenzione è un suicidio.

2. usare la forza peso: significa gestire la propria forza peso sia quando ci si difende che quando si attacca. La forza peso può essere utile per deviare colpi, per neutralizzare o mettere in difficolta tecniche di lotta ma anche per rendere più efficaci le nostre percussioni, le nostre leve e le nostre proiezioni. Significa poter applicare forza senza dare al nostro avversario/nemico un punto d'appoggio dove tentare di difendersi o metterci in crisi (cosa che succede attraverso la contrazione muscolare).

3. usare il dan tien: significa muoversi dal centro e quindi centralizzare il gesto riducendo lo spreco d'energia, in questo caso la definizione corretta è: economia del gesto. Ma il dan tien è anche la sede di accumulo dell'energia e da li deve essere lanciata in fase d'attacco e li deve tornare in fase di difesa in maniera tale da poter nascondere il nostro potenziale marziale al nostro avversario/nemico (sia durante il tui shou che durante il combattimento).

 


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