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Per chi ama le Arti Marziali
L’insostenibile leggerezza del Taiji PDF Stampa E-mail

Ecco un bellissimo articolo del mio Maestro (articolo riferito al Tai Chi Chuan ma che può benissimo essere esteso a tutte le arti marziali)

L’insostenibile leggerezza del Taiji

di Flavio Daniele

Vi è una sottile linea di confine, un leggero velo che nasconde la vera essenza del taiji, creando nella maggior parte della gente la falsa illusione di potere acquisire in breve tempo e con poca fatica la maestria dell’arte. Non c’è niente di più ingannevole di questa falsa percezione di cui sono vittime inconsapevoli non solo i neofiti del taiji, ma anche i praticanti esperti di altre arti marziali. Questo, penso, sia dovuto a due motivi d’ordine diverso. Il primo è relativo all’occhio inesperto di chi guarda che non riesce a vedere oltre l’aspetto esteriore dei suoi movimenti leggeri e armoniosi la vera essenza di una arte marziale tanto raffinata, quanto temibile. Il secondo concerne l’intima natura del taiji che fa del celare, del nascondere la propria forza nella profondità del corpo una delle sue principali strategie d’attacco/difesa. Non c’è niente di più ingannevole e subdolo dell’apparente leggerezza del Taiji, essa è nella realtà “un’insostenibile leggerezza” :

è come la zampa del gatto che cade inesorabile sul topo, è come l’artiglio dell’aquila che ghermisce la preda.

Ma sviluppare quest’insostenibile leggerezza non é cosa semplice né facile, se non si sa come esercitarsi. La maggior parte dei praticanti allena forme che sono vuote, prive di quelle che potremmo chiamare “chiavi di accesso” alla struttura interna. Queste chiavi di accesso sono gli esercizi di lavoro interno (Nei Gong), senza di essi non si sviluppa la forza interna, senza forza interna non c’è Taiji Quan.

Il lavoro interno (Nei gong)

Per far sì che il nostro corpo si muova all’unisono con agilità, potenza ed energia in ogni situazione, i muscoli devono essere in grado di sopportare lo sforzo senza irrigidirsi, mantenendo la loro naturale elasticità e di lavorare in perfetto sincronismo come un’orchestra bene affiatata: le ossa devono essere connesse ed allineate, le articolazioni devono essere libere di aprirsi e chiudersi;

i tendini ed i legamenti devono essere elastici e potenti come il sartiame che lega le vele di una barca all’albero maestro;

il Qi, energia vitale, deve scorrere fluidamente;

la mente (Yi) deve essere calma e serena.

Per preparare correttamente il nostro corpo è necessario un sistema d’esercizi ben strutturati in grado di agire non solo a livello fisico (muscoli, tendini, articolazioni ed ossa), ma anche a livello energetico (circolazione del Qi nei canali) e mentale (un migliore equilibrio psicofisico).

Questi esercizi, che non sono altro che delle specifiche tecniche di Nei Gong, lavoro interno, possono essere divisi, in base alla loro funzione, in tre categorie principali:

Esercizi per lo sviluppo della forza elastica ( Jin Bao Gu o Power Stretching)
Esercizi per lo sviluppo della forza a spirale (Zhan Ssu Jin)
Esercizi per la forza esplosiva (Fa Jin) .
Questa divisione è solo virtuale, non reale, perché in verità si tratta di sviluppare un solo tipo di forza: la forza interna o Nei Jin, che deve essere elastica, potente, a spirale ed esplosiva.

Il primo tipo d’esercizi ha lo scopo di rendere il corpo forte ed elastico, di massimizzare la forza d’ogni singola parte strutturale (collo, vita, schiena, anche, asse centrale ecc.), rendere i tendini ed i legamenti forti, sbloccare le articolazioni.

Il secondo tipo si prefigge di connettere dinamicamente le varie parti, in modo che il corpo si possa muovere come una sola unità senza sforzo, con grazia e armonia.

Il terzo, infine, ha lo scopo di permettere al corpo di emettere all’esterno la forza senza irrigidirsi e/o danneggiarsi.

Tutto questo si traduce in tre parole chiave: accumulazione, circolazione ed emissione della forza.

Questo tipo di lavoro interno (Nei Gong) presenta tre diversi stadi di sviluppo:

il primo agisce sulla struttura fisica interna del corpo,

il secondo su quella energetica,

il terzo su quella mentale.

Nei Gong fisico

Primo livello - Corretto allineamento dello scheletro, che comporta una statica economica e un regolare utilizzo della colonna vertebrale in armonia con la forza di gravità. Senza questa base non c’é vero progresso, vera crescita. Gli elementi più importanti di quest’allineamento sono:

a) Distendere la nuca in modo che la testa sia in equilibrio senza tensione, come sospesa dall’alto.

b) Rilassare le spalle.

c) Equilibrio senza ipertensione del bacino sulle teste femorali.

d) Ginocchia rilassate in dinamica tensione elastica.

e) Peso armonicamente distribuito nei piedi.

d) Il libero gioco del ventre in armonia con il movimento del diaframma.

e) Il rilassamento dello sterno per permettere alle costole di prolungare l’azione del diaframma e dell’addome, così da vuotare il petto e riempire posteriormente i reni.

Secondo livello - Connessione muscolo-scheletrica e costituzione di una giusta gerarchia funzionale (coordinazione neuromuscolare) della varie parti strutturali: la parte bassa in armonia con la parte alta, che vuol dire anche e bacino forti e stabili (yang) in grado di sorreggere una parte alta (torace, spalle e braccia) dinamica, elastica e mutevole (yin); una parte posteriore potente come un arco, una parte anteriore sensibile e ricettiva; un parte interna forte come acciaio, una parte esterna morbida come cotone; una parte centrale potente in grado di generare il movimento e una parte periferica sensibile e precisa in grado di dosarlo e dirigerlo.

Nei Gong energetico

Primo livello – Sensibilizzazione energetica.

Queste tecniche consistono nel suscitare volontariamente la percezione del proprio corpo secondo le direttive principali (alto / basso, destra / sinistra, fronte / retro). La percezione volontaria delle varie parti strutturali del corpo ne aumenta notevolmente la sensibilità. I tessuti muscolari, le cellule delle varie parti sono stimolati con conseguente attivazione della circolazione sanguigna e dell’energia e dell’apertura dei meridiani. All’inizio questa sensibilizzazione volontaria deve essere resa operante tramite uno sforzo di concentrazione, atto che viene definito “dirigere con l’intenzione”. Proseguendo nella pratica diviene con il tempo automatica.

La sensibilizzazione energetica permette di “legare assieme” e allineare tutta la struttura (ossa, muscoli, tendini e fasce o tessuti connettivi), in maniera che l’energia possa fluire liberamente ed il trasferimento della forza avvenga senza blocchi lungo le braccia, le clavicole, la gabbia toracica e da qui alla settima vertebra cervicale (punto di confluenza delle forze), colonna vertebrale e osso sacro (flusso discendente), e nell’identico modo (flusso ascendente), dalla terra ai piedi, alle anche, all’osso sacro, alla colonna vertebrale, alle clavicole, alle braccia ed, infine, alle mani.

Secondo livello – Trasformazione del Qi in forza interna. A questo stadio si entra nella vera e propria pratica delle arti interne. Con i precedenti abbiamo armonizzato la struttura fisica in modo che il Qi potesse scorrere e circolare senza sforzo, abbiamo sviluppato la consapevolezza e la sensibilità corporea in modo di essere in grado di sentire e percepire l’energia. Ora si può imparare a trasformare l’energia in forza interna per muovere il corpo.

Nei Gong mentale

E’ il livello dello Yi, o mente: “La mente guida il Qi, l’energia muove il corpo ”.

Ogni movimento fisico non è più diretto, ma si manifesta come conseguenza di un moto energetico. A questo livello il lavoro muscolare è ridotto al minimo, sostituito da quello energetico. I muscoli, le ossa, i tendini e i legamenti si impregnano di Qi, che così diventa il carburante che fa muovere il corpo.

Mente e corpo interagiscono in perfetta armonia attraverso questa nuova interfaccia energetica e scompare la differenziazione tra psiche e soma.

I Quattro poteri

La capacità di movimento del sistema mobile umano è strutturalmente fondata su “quattro peculiari insiemi funzionali”, che corrispondono a quattro geniali strumenti di cui la natura ci ha dotato, alla stessa maniera di cuore polmoni e altri fondamentali organi, ognuno di essi organizzato per lo svolgimento di funzioni specializzate:

q l’arto superiore (organizzato per la prensione),

q l’arto inferiore (organizzato per il moto)

q la colonna vertebrale (asse centrale e chiave di volta statico-dinamico del sistema motore)

q il bacino (perno e raccordo fra la meta inferiore e quella superiore del sistema)

I quattro insiemi funzionali sono la sede dei “Quattro Poteri“: essi nel loro insieme costituiscono il potere totale del corpo o Zheng Jin:

Potere dell’arco superiore

Poter dell’arco centrale (Zhong Ding Jin)

Potere dell’arco inferiore (Kua Jin)

Potere del bacino (Dantian Jin)

Queste strutture si connettono fra di loro attraverso alcuni punti di giunzione molto precisi:

q La 7° vertebra cervicale, l’articolazione sterno/clavicolare e scapolo/omerale

q Le cinque vertebre lombari

q L’osso sacro

q L’articolazione coxo-femorale.

Integrare funzionalmente questi poteri, cioè farli agire come se fossero uno, é d’importanza fondamentale sia per muoversi con grazia ed armonia, sia per esprimere potenza ed energia in qualsiasi attività, sia essa artistica, sportiva o marziale.

1°- Arco superiore (braccia/spalle):

L’arco superiore è costituito da braccia e spalle. Le due braccia sono collegate fra di loro strutturalmente dalla cerniera sterno/ clavicolare, e dinamicamente dal complesso sistema muscolare e legamentoso, che trova nella settima vertebra cervicale il suo punto di coordinazione.

Il suo potere nasce principalmente da due tipi di movimento:

- L’apertura/chiusura delle leve articolari

- La capacità torsiva destra/sinistra dell’omero nella cavità glenoidea

2°- Arco centrale (Zhong Ding):

Ha i suoi estremi nel coccige e nella prima cervicale, l’undicesima vertebra toracica, la T 11 é il suo punto centrale. Infatti la 12° vertebra toracica segna il punto di passaggio tra la cifosi dorsale e la lordosi lombare, ad essa si innesta il muscolo ileo-psoas che partecipa ai movimenti del rachide lombare. E’ il punto di confine tra la parte superiore e la parte inferiore del corpo. Questo arco é quello su cui poggiano gli altri due. E’ connesso saldamente al dantian, ed è un vero e proprio organo di trasmissione simile al semiasse di un’automobile. Il suo potere nasce principalmente da tre tipi di movimento:

1. Movimenti di torsione a destra e sinistra

Sviluppano una forza centrifuga come una molla avvolta a spirale. Si svolgono intorno a due fulcri fondamentali:

o 11° e 12° vertebra dorsale ,

o collo ( vertebre cervicali ).

2. Movimenti di flesso-estensione:

Avanti, indietro, laterali destra/sinistra. Questi movimenti, simili all’oscillazione di un bambù, sviluppano una forza a catapulta. Il fulcro è:

o l’osso sacro e la 4° e 5° vertebra lombare

3. Movimenti d’estensione e accorciamento lungo l’asse longitudinale,

sviluppano una forza di rimbalzo simile ad un martello pneumatico.

Per esprimere al massimo il suo potere deve essere perfettamente allineato e teso come un vero e proprio arco, riducendo al minimo la curvature lombare e cervicale. Fondamentale in questo gioco d’allineamento sono l’insieme osso sacro/lombari ed il collo, la muscolatura profonda paravertebrale e la fascia legamentosa che corre lungo la colonna. Questo processo d’estensione, simile all’apertura di un arco, aprendo il bacino, permette alla forza peso di scivolare verso il basso e sprofondare nei piedi, radicando saldamente tutta la struttura al terreno.

3°- Dantian jin

La zona addominale del bacino é la sede deve è alloggiato il dantian. L’addome, dal punto di vista muscolare può essere paragonato ad una palla con le pareti cedevoli e resistenti: in alto é delimitato dal diaframma, che divide il corpo in due, all’altezza delle costole basse; in basso é delimitato dal diaframma pelvico. Queste due calotte sono collegate dai muscoli del busto che ne garantiscono la stabilità e l’agilità. Al centro di questa magica palla muscolare si trova il centro di gravità del corpo, centro che possiamo definire virtuale, in quanto non segnato materialmente, ma individuato da una convergenza di forze. In esso coincidono materialmente:

° il ‘centro fisico di gravità’,

° il ‘centro di forza’,

° il ‘centro vitale’.

Il Dantian addominale è il motore principale del corpo, in grado di trasformare il Qi in esso accumulato in forza interna, gestisce e coordina i motori supplementari (zhong ding, anche, braccia). E’ direttamente collegato, da una parte con il potere dell’arco inferiore (anche), attraverso il quale trasmette e riceve la forza della terra, dall’altra con il potere dello zhong ding (arco dorsale), attraverso il quale trasmette e riceve la forza all’arco superiore ( spalle/braccia) . E’ in grado di ruotare in tutte le direzioni come una palla nell’acqua, può espandersi e contrarsi, può vibrare e scuotersi, vuotarsi e riempirsi rapidamente. Le sue possibilità di cambiamento sono infinite.

4°- Arco inferiore (anche/gambe)

Punto centrale é l’osso sacro, interconnette l’arco dorsale al bacino; secondo punto é l’articolazione coxo-femorale, vera placca rotante tra bacino e gambe, é una articolazione semplice, ma mobile e potente, il cui equilibrio é determinante per un corretto allineamento delle gambe e del tronco. Se il Dantian è il motore centrale, le anche costituiscono il supporto sul quale esso poggia, e non solo ne assorbono le sollecitazioni come dei potenti ammortizzatori, ma sono anche le radici che ci connettano saldamente alla terra. I movimenti principali delle anche (Kua) sono: spinta in avanti e indietro, in alto e in basso, torsione a destra e sinistra che, combinati insieme, diventano un complesso movimento a spirale che agisce sinergicamente con i movimenti a spirale dello zhong ding e dell’arco superiore.

FLAVIO DANIELE


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