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Per chi ama le Arti Marziali
Le tre armonie esterne (Wei San He) PDF  | Stampa |

 

Le armonie esterne sono tre e sono:

1. Mano in armonia con piede

2. Gomito in armonia con il ginocchio

3. Spalla in armonia con l'anca

Queste tre armonie seppure considerate esterne sono composte da più livelli. Il primo e più (forse) facile livello è quello di creare una certa coordinazione tra le parti sopracitate, ed è quello a cui la maggior parte dei praticanti si ferma. Un livello intermedio è quello di percepire le varie coppie sopra riportate come delle unità e quindi queste parti lavorano come delle unità e se la spalla lavora anche l'anca lavora (in armonia - articolazioni dello stesso emilato del corpo). Un livello più avanzato è quello di creare una connessione energetica tra le parti sopracitate (il Qi crea armonia tra tali articolazioni). Quanto appena detto non è ad esclusivo appannaggio dello Xin Yi Liu He Quan (anche se in questo stile ne è fortemente impregnato), ma in tutte le arti marziali questo aspetto esiste (e le tre armonie interne non fanno eccezzione). Ovviamente con questo non stò affermando che questo approccio viene insegnato in tutte le palestre, dico che tutti gli stili se praticati correttamente prevedono questa armonia tra le parti, mi viene in mente di quando praticando karate mi veniva detto "nell oi-tsuki pugno e piede arrivano insieme", certo il discorso veniva un pelino banalizzato e non si comprendeva realmente l'utilità di un concetto così importante ma questo conferma la mia teoria. Ovvero che le tre armonie interne sono pane quotidiano per i marzialisti tradizionali e chi non lavora su questo aspetto si limita a scalfire solo in superficie il mondo delle arti marziali tradizionali.

E' inoltre essenziale comprendere una cosa, chi vuole imparare a combattere con le arti marziali interne deve tenere in considerazione fin da subito che tutti i tasselli devono essere al loro posto (compreso il tassello delle tre armonie esterne) altrimenti tutti gli sforzi fatti verranno vanificati durante la prima occasione di incrociare le braccia con un altro lottatore (discorso che vale per tutte le arti marziali tradizionali ma che ha valore assoluto per quelle di stampo "interno").


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