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Per chi ama le Arti Marziali
Articoli
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Tratto da "Concetti fondamentali per le applicazioni marziali" di Chen Changxing (1771-1853) rappresentante della quattordicesima generazione della famiglia Chen di Chenjiagou, nonchè Maestro del leggendario Yang Lu Chan

"

Secondo le formule importanti:

per avanzare è necessario muovere il corpo tutto insieme, una volta compreso questo principio chiave si diventa abili come spiriti divini. Sin dall'antichità esistevano le tecniche note come schivare - avanzare - colpire - proteggere: che cosa significa schivare e cosa avanzare? Schivare è avanzare e avanzare è schivare, non c'è bisogno di cercare lontano. Che cos'è colpire e cosa proteggere? Proteggere è colpire, colpire è proteggere, sono solo movimenti delle mani.

"

Innanzi tutto il Maestro Chen fa una premessa importantissima, prima di affrontare quest'argomento bisogna essere un unità

"per avanzare è necessario muovere il corpo tutto insieme, una volta compreso questo principio chiave si diventa abili come spiriti divini"

e per affrontare questo argomento (almeno per quanto riguarda l'unità fisica, anche se ci sono le premesse per l'unità energetica e mentale) allego una mia video-lezione (se non vedete il video sotto andate al link http://www.youtube.com/watch?v=T979tnZ_Tik)

Compreso ed imparato come diventare un unità bisogna sapere come muoverla quest'unita, per prima cosa bisogna capire che schivare ed avanzare sono intimamente collegati, perchè nel combattimento solo avanzare è un suicidio, si avanza in relazione ad un'altra/e persona e possibilmente schivando un suo attacco in modo tale da reagire ad una sua azione. Infatti il Maestro Chen specifica

"Schivare è avanzare e avanzare è schivare, non c'è bisogno di cercare lontano"

Poi aggiunge il concetto di colpire e proteggere che come prima sono le due facce della stessa medaglia, infatti questo rispecchia il concetto di yin/yang che vuole gli estremi in continuo mutamento, infatti quando paro devo essere in grado di danneggiare, altrimenti sono solo passivo e quando colpisco devo anche badare a proteggermi, ma non solo, una parata può e deve essere contemporaneamente un colpo, ed un colpo deve togliere la voglia all'attaccante di riattaccare nuovamente (possibilmente deve togliergli anche i sensi, in maniera estrema la vita).

Concetti semplici ma molto efficaci, quando c'è questo allora il lavoro interno diventa un arma in più nell'arsenale del marzialista, altrimenti rimane lavoro interno impossibile da portare in combattimento, perchè come tutte le cose, ha una sua logica nella giusta strategia.

 

 
FIDARSI DEL METODO PDF  | Stampa |

Mi capita sempre più sovente di assistere a pratiche inconciliabili tra loro, mi spiego meglio, il 95% dei praticanti di Arti Marziali Tradizionali che ho conosciuto si allenano (più o meno bene dipende dal singolo caso) secondo alcuni canoni ma poi successivamente adottano strategie di movimento e combattimento completamente agli antipodi rispetto a tutto il resto del lavoro svolto. Faccio un esempio prendendo in considerazione il karate (è solo un esempio, io amo il karate come amo altre Arti Marziali, semmai sono contro alcuni praticanti ma non contro le Arti stesse, tutte bellissime e funzionali), molti si allenano facendo vasche di fondamentali tipici dello stile, ci si sfianca con ore di kata e poi quando ci si trova a praticare in due (o più) ci si dimentica dei precetti fondamentali, le regole che giustificano i gesti presi in considerazione dal metodo stesso, e nel caso del nostro esempio, tale regola si riassume con "karate ni sente nachi" ovvero "il karate non attacca mai per primo", infatti ci si ritrova a vedere gente che segue la regola tipica di altri stili "l'attacco è la miglior difesa". Questo svilisce tutto il lavoro fatto prima, perchè solo se si ha la freddezza di attendere e reagire all'azione dell'avversario è possibile cogliere appieno il significato del lavoro svolto e far si che se "braccia e gambe come spade" sono state allenate allora "un colpo può potenzialmente uccidere una persona". Invece spesso vedo gente che fa fondamentali e poi adotta strategie degli sport da combattimento (nulla contro gli sport da combattimento che rispetto enormemente, almeno loro non si raccontano bugie), questo vanifica tutto il lavoro svolto in allenamento. Nessuno dice che sia facile realizzare quanto sopra esposto, ma almeno provarci renderebbe sicuramente più gradevole e sincera la pratica, cosa che la renderebbe anche più affascinante. Ripero l'esempio è stato fatto con i praticanti di karate, ma la stessa cosa vale per tai chi quan, aikido, judo, e tutte le Arti Marziali Tradizionali rivolte al grande pubblico. Quello che dico è, se avete scelto un metodo, allora seguitelo fino in fondo, altrimenti ci si complica la vita. Quindi fidatevi del metodo Marziale Tradizionale se avete scelto quello, altrimenti rischiate di raccontare solo bugie a voi stessi.

 


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