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Per chi ama le Arti Marziali
Articoli
Emissioni di suoni nelle arti marziali PDF  | Stampa |

Il "kiai" in giapponese o "fasheng" in cinese è l'emissione del suono nelle arti marziaili ma i più sanno solo urlare, e chiunque abbia non dico praticato arti marziali ma sia anche solo entrato in una palestra definita tradizionale ha sentito tali urla. Bene di motivazioni ne ho sentite tante riguardo a questo aspetto tradizionale, elenco le varie opzioni sentite nel tempo.

1. Urlare serve a dare più forza al colpo
2. Urlare serve a spaventare l'avversario
3. Urlare serve a far capire all'arbitro che hai fatto il punto in gara

Ed in effetti urlare può avere anche questi scopi, peccato che il "kiai" in giapponese o "fasheng" in cinese non sia semplicemente uralre, ma emettere un suono che è cosa estremamente diversa. Prendo in prestito le parole del mio Maestro Flavio Daniele

Un cannone quando spara un colpo emette come effetto secondario un rumore, e nelle arti marziali è la stessa cosa, il kiai o fasheng è un effetto collaterale di un buon colpo, inoltre ci sono dei suoni ben precisi che vengono emessi in determinate situazioni. Inoltre la caratteristica di una corretta emissione di suono è che il suono stesso viene distribuito in espansione in maniera conica, e non in maniera lineare come un urlo qualsiasi, il suono ha volume.

 
Principi del combattimento PDF  | Stampa |

Una delle domande più ricorrenti di chi pratica arti marziali tradizionali da un po' di tempo è: come si può combattere con quelle tecniche così fiorite che si studiano durante le lezioni?!

La risposta è semplice, non si può! A meno che il divario tra i vari combattenti non sia molto alto. Allora perché studiarle?! L'unica risposta sensata è: si studiano per imparare ad esprimere con il corpo i vari principi che si studiano durante le lezioni. Se si vuole combattere l'unica strada è combattere, anche quando si vuole combattere ci sono diversi livelli e gradi di intensità. Bisogna essere realisti con se stessi (e questa è la parte davvero difficile). Però ci sono anche dei principi per essere dei buoni combattenti, ed ora espongo i 4 che il Maestro Xu e il Maestro Flavio Daniele hanno detto più e più volte nel corso degli anni:

1. Fare cose semplici e dirette: questo vuol dire togliere ogni tipo di fioritura tecnica, mirare all'utile, essere pragmatici.
2. Attaccare e difendere insieme: vuol dire che ogni gesto deve contenere difesa e offesa in egual misura, in maniera proporzionata, un esempio semplice semplice è che con il braccio destro difendo e con il sinistro attacco.
3. La difesa è attacco: vuol dire che quando mi difendo con lo stesso gesto attacco, un esempio semplice semplice è che quando con il braccio destro difendo attacco anche con il braccio destro.
4. Agire sempre con tre arti contemporaneamente: questo principio vuol dire che se con la gamba destra devo stare attaccato a terra per non cascare con il sedere per terra con la gamba sinistra e con le due braccia combatto contemporaneamente.

Questi sono i principi che i miei Maestri mi hanno insegnato nel tempo, ma io vorrei elencarne alcuni miei, che nessuno mi ha mai detto ma che il mio buon senso mi impone di menzionare

5. Essere onesti con se stessi

6. Usare la testa sia quando ci si allena che quando si combatte, ma quando si combatte si intende tirare testate.

E quando si è in grado di gestire questi principi (soprattutto i primi 4) ogni tecnica funziona anche le più fiorite. :)

 


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