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Per chi ama le Arti Marziali
Articoli
Il potere dei fianchi! PDF  | Stampa |

Premessa: il fianco è una parte posteriore del corpo (fianco destro e fianco sinistro) che si trova fra le coste e l'ala iliaca.

Spesso succede che la ginnastica delle arti marziali, la classica fase di "riscaldamento", anche per persone con parecchi anni di pratica alle spalle, rimane solo ed esclusivamente riscaldamento, senza sapere che questi esercizi nascondono un mondo nuovo e ancora tutto da esplorare, ovvero quello della consapevolezza del proprio corpo!

Prendiamo come esempio gli esercizi di allungamento sui fianchi che in quasi tutte le palestre "tradizionali" si eseguono, servono se fatti correttamente a prendere coscienza dei fianchi e del loro potere, che è utilissimo per ottenere tecniche efficaci e meno stancanti! Ovviamente questo è solo un tassello di quello che è l'uso globale di un corpo armonico e in buona salute che si muove!

Come possiamo vedere dall'immagine qui a fianco, questi muscoli sono molto forti e resistenti, e al contrario dei muscoli come il bicipite che allontana e avvicina un articolazione, si stancano molto meno e sono situati più vicini alla spina dorsale (che se ben allineata identifica il nostro asse centrale virtuale, su cui si sviluppa tutta la nostra arte) rendendo il loro lavoro una leva non sfavorevole se paragonato alla leva che entra in gioco se usiamo solo muscoli periferici come il bicipite o il tricipite del braccio! Attraverso l'uso dei fianchi durante la pratica marziale inizia un  processo di centralizzazione del movimento, quella centralizzazione di cui tutti parlano ma che pochi sanno insegnare!

Leva (fisica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Tipi di leve: in alto una leva del primo tipo, in basso una del terzo


« Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo. »

Una leva è una macchina semplice che trasforma il movimento.

Essa è composta da due bracci solidali fra loro,cioè che ruotano nello stesso angolo e con la stessa velocità angolare, incernierati per un'estremità a un fulcro, attorno al quale sono liberi di ruotare .

I bracci di una leva sono anche indicati con i termini di braccio-potenza (P) e braccio-resistenza (R); il primo è il braccio al quale bisogna applicare una forza per equilibrare la forza resistente applicata all'altro braccio.

 

 

 

Condizione di equilibrio


La condizione di equilibrio nella leva è la consueta condizione di equilibrio alla rotazione: la somma dei momenti delle forze ad essa applicate deve essere uguale a zero.

Poiché nella leva l'asse di rotazione è fisso e sono applicate solo due forze, è sufficiente uguagliare i due momenti:

 

,

dove:

, è la forza applicata all'estremità del braccio b1 (che farebbe ruotare la leva in un dato verso);

è la forza applicata all'estremità del braccio b2 (che farebbe invece ruotare la leva nel verso opposto).

Segue , ovvero il braccio e la forza su di esso applicata sono inversamente proporzionali.

Vantaggio meccanico

Dalla condizione di equilibrio segue che imprimendo all'estremità del braccio lungo della leva un movimento con una determinata forza, l'estremità del suo braccio corto si muoverà con una forza moltiplicata di un fattore b1/b2, anche se percorrerà un cammino ridotto dello stesso fattore, e viceversa se l'azione viene invece compiuta sul braccio corto. Il rapporto tra le dimensioni dei bracci determina quindi il rapporto tra forza resistente e forza da applicare.

Classificazione delle leve

In base al rapporto tra forza resistente e forza applicata (o potenza) le leve si distinguono in:

  • svantaggiose: se la forza applicata richiesta è maggiore della forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è più lungo del braccio-potenza (bp / br < 1);
  • indifferenti: se la forza applicata richiesta è uguale alla forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è uguale al braccio-potenza (bp / br = 1);
  • vantaggiose: se la forza applicata richiesta è minore della forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è più corto del braccio-potenza (bp / br > 1);

In base alla posizione reciproca del fulcro e delle forze le leve si distinguono in:

  • leve di primo genere: il fulcro si trova tra le due forze; possono essere vantaggiose, svantaggiose o indifferenti;

  • leve di secondo genere: la forza resistente si trova tra fulcro e forza applicata (o potenza); sono sempre vantaggiose;

  • leve di terzo genere: la forza applicata (potenza) si trova tra fulcro e forza resistente; sono sempre svantaggiose.

 

 

 

 

 

Ora che abbiamo capito cosa sone le leve e quali conviene adottare per allenarsi/combattere in maniera conveniente vediamo alcuni esercizi per prendere coscienza dei fianchi:

 

  1. Lanciare le braccia a destra e a sinistra: come si può vedere dalla foto a fianco questo esercizio dall'apparenza molto semplice consiste partendo dalla postura ma-bu (o kiba-dachi nel karate) nel lanciare le braccia prima a destra e poi a sinistra usando la rotazione del bacino (tenendo le anche ferme) per dare l'input al movimento, poi tramite l'apertura del fianco (verso cui lanciamo le braccia) e la chiusura dell'altro fianco regoliamo e finalizziamo il gesto (la foto a fianco rappresenta la fine dell'esercizio da un lato per poi proseguire dall'altro e così via). Questa è una spiegazione molto semplicistica dell'esercizio che ovviamente per essere appreso nella sua interezza deve essere insegnato da chi già lo sa fare!

 

 
Resoconto Stage con Flavio Daniele | Stampa |

Resoconto Stage con Flavio Daniele

Venerdì 18 dicembre si è svolto a Saluzzo uno stage tenuto dal Maestro Flavio Daniele che ha avuto come argomento principale, l'allenamento e l'uso in campo marziale del muscolo ileopsoas! Con pochi e semplici esercizi il Maestro ci ha dimostrato come tale muscolo sia fondamentale per la centralizzazione del movimento, tanto è vero che gli esercizi preposti a fare ciò sono i primi che vengono insegnati all'interno della Nei Dan School!

La presa di coscenza di questo importantissimo muscolo migliora lo scatto e la potenza del colpo, quindi saperlo usare è molto importante per chi desidera raggiungere un buon livello nelle arti marziali tradizionali!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il muscolo ileopsoas (musculus iliopsoas) è costituito da due ventri muscolari: il muscolo grande psoas e il muscolo iliaco che si uniscono distalmente per inserirsi al piccolo trocantere del femore. Il muscolo viene classificato, insieme al piccolo psoas, tra i muscoli interni dell'anca.

Origine ed inserzione

  • Il muscolo grande psoas è fusiforme e prende origine dalle arcate fibrose che uniscono le superfici laterali dei corpi delle prime quattro vertebre lombari e dell'ultima toracica e dai dischi intervertebrali interposti. I fasci muscolari decorrono parallelamente alle vertebre lombari, fino ad incontrare, nella fossa iliaca, i fasci del muscolo iliaco. Passa, quindi, sotto il legamento inguinale, occupando la lacuna dei muscoli e convergendo in un robusto tendine che si inserisce nel piccolo trocantere del femore.
  • Il muscolo iliaco ha forma di ventaglio ed origina dalla fossa iliaca e dall'ala del sacro. I fasci muscolari passano al disotto del legamento inguinale, occupando la lacuna dei muscoli ed andando ad inserirsi sul tendine del muscolo grande psoas e quindi sul piccolo trocantere del femore.

Azione

  • Flette, adduce ed extraruota la coscia quando prende punto fisso sulla colonna e sul bacino.
  • Flette e inclina dal proprio lato il tronco quando prende punto fisso sul femore.

Innervazione

Il muscolo ileopsoas è innervato, come il muscolo piccolo psoas, da rami del plesso lombare.

 


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