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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per chi ama le Arti Marziali
Articoli

Gli articoli dei membri della Nei Dan School!



Mai indietreggiare PDF Stampa E-mail

Mai indietreggiare


Più vado avanti e più mi rendo conto che l'indietreggiare nell'arte marziale non deve esistere, ma questo non solo in funzione della strategia adottata (argomento affrontato in altri articoli) ma proprio perchè l'indietreggiare non è funzionale.
Facendo Tui Shou ho capito (magari tra 6 mesi, è nuovamente tutto in discussione) che non esiste l'azione di andare indietro, nemmeno quando ci vado. Sembra un discorso privo di senso, ma così non è.
Prendiamo come esempio base l'azione di Liu del Tui Shou (ovvero indietreggiare ruotando) di per se il termine "indietreggiare" trae in inganno perchè non siamo noi che indietreggiamo ma è il compagno/nemico/avversario (dipende come lo volete chiamare) che ci spinge indietro (scatenando così un nostro indietreggiare), in realtà noi in quell'istante non facciamo altro che scaricargli il nostro peso e la nostra intenzione che non equivale assolutamente all'azione di andare indietro, quindi il nome "indietreggiare ruotando" identifica due cose l'effetto dell'azione avversaria "indietreggiare" e la nostra azione (o almeno parte di essa) ruotare!
Quando si capisce questo si ottien consistenza sia quando si va avanti che quando si va indietro (perchè in sostanza non indietreggiamo mai), ma questo non avviene solo nel Tui Shou.
Una delle prerogative dello Xin Yi Liu He Quan è proprio "non indietreggiare mai". Uno degli esempi più significativi che ho sentito è stato formulato dal mio Maestro: "un rapace quando vola sulla preda non torna mai indietro, cambia direzione, ruota intorno alla preda ma non torna mai indietro (non ho mai visto fare la retromarcia ad un animale quando combatte), la sua intenzione è sempre avanti"
Questo atteggiamento è fondamentale durante l'allenamento, senza di questo si svilisce l'arte di marte!

 
Resoconto stage 02-03-2012 PDF Stampa E-mail

In data 02 marzo 2012 presso la palestra "Forma e Benessere" il Maestro Flavio Daniele ha tenuto uno stage di arti marziali interne cinesi. Tematica principale è stata lo sviluppo e l'uso della forza a spirale, chiamata Chan Ssu Jin. Attraverso alcuni specifici esercizi il M° Flavio Daniele ha spiegato l'importanza di tale tipologia di forza, e di come questa permea le arti marziali interne cinesi e ogni gesto che compiamo.

E' stata anche positiva la partecipazione da parte di persone di Bra, Alba, Venasca, Verzuolo, Saluzzo, Pinerolo e Torino insomma l'appuntamento Saluzzese inizia ad essere un punto d'incontro importante per quanto riguarda la provincia di Cuneo.

Insomma è stata una buona occasione per avere a Saluzzo una figura di assoluto prestigio in campo internazionale per quanto riguarda il mondo delle arti marziali cinesi oltre ad essere autore di numerosi libri e articoli.

Suoi articoli sono apparsi in Spagna, dove è stato tradotto il suo ultimo libro “Scienza Tao e Arte del Combattere”, sulla rivista europea European Internal Arts Journal, sulla rivista scientifica di medicine alternative e-Cam edita dalla prestigiosa Oxford University, sulla rivista americana Tai Chi Magazine, la più prestigiosa rivista internazionale di arti marziali interne, è comparso anche su due riviste giapponesi di karate e di arti marziali interne.

Di lui hanno scritto anche le riviste Panorama (novembre 1999) e Repubblica Salute (maggio 2003 e febbraio 07), è stato ospite di varie trasmissioni televisive. Ha collaborato per diversi anni con la facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Bologna. E’ responsabile nazionale Fesik settore Tai Ji Quan e discipline interne, vicepresidente della Wacima (World Wide Association for Chinese Internal Martial Arts) associazione mondiale tra maestri cinesi e occidentali con sede a San Francisco (Usa), Shanghai (Cina) e Bologna (Italia).

 
L'osso sacro: la chiave di volta di una buona posizione PDF Stampa E-mail

"La chiave di volta è una pietra lavorata (o "acconciata" o "concio") per adempiere a funzioni strutturali, posta al vertice di un arco o di una volta; chiude, con la sua forma a cuneo, la serie degli altri elementi costruttivi disposti uno a fianco dell'altro ed è quindi elemento indispensabile per scaricare il peso retto dall'arco sui pilastri laterali.
In senso figurato la "chiave di volta" (o "pietra d'angolo") rappresenta l'elemento centrale o portante di qualcosa, attorno al quale ruota un sistema, una dottrina, una scuola, una serie di eventi."

Partendo da alcuni presupposti che non sono argomento dell'articolo, diamo per assodato la conoscenza basilare di uno dei capisaldi delle Arti Marziali interne cinesi (e anche di tutte le Arti Marziali fatte bene) l'uso della circolarità, anche e soprattutto nella gestione degli archi.

Bene prendiamo in considerazione le posizioni dei vari stili, una fra tutte: ma-bu o kiba-dachi, perchè è la massima espressione del concetto (o principio) e vediamo il perchè tale postura è così riccorrente. Il motivo stà nell'insegnamento che vuole trasmettere: ovvero della gestione del corpo (nel caso specifico delle gambe) come l'uso integrato di uno o più archi. Ipotizziamo per un attimo che le due gambe sono le due colonne di un arco (come nella figura a destra che rappresenta un arco con la chiave di volta inserita) e immaginiamo che esattamente come due colonne devono scaricare a terra un peso notevole. Bene questa ipotesi non differisce dalla realtà, perchè anche per l'essere umano è così, in ogni momento in cui si trova in piedi, deve scaricare  la forza di gravità che gli preme addosso costantemente la cui manifestazione più evidente, è la forza peso.

Ma andiamo a comprendere cosa succede se l'arco fosse senza la chiave di volta, esattamente come in figura necessiterebbe di supporto esterno. Per l'essere umano tali supporti sono i tendini, i legamenti e i muscoli. Quindi possiamo dedurre facilmente che se l'osso sacro non è posizionato correttamente in relazione a tutto il resto della struttura tendini, i legamenti e i muscoli devono farsi carico di una mole di lavoro maggiore rispetto a quello che in realtà dovrebbero svolgere. Il  danno che questa mole di lavoro può causare si riscontra solo nel passare del tempo a causa del classico "mal di schiena" localizzato nella zona lombo-sacrale e a livello marziale possiamo dedurre che se i muscoli sono contratti per tenere su la struttura non possono lavorare al 100% delle loro funzionalità (in relazione a tutto il resto del corpo) per supportare la pratica marziale (o il combattimento). Inoltre, sempre a scopo marziale, tali contrazioni eccessive delle gambe (perchè in questo articolo trattiamo questo tipo di arco) denotano una riduzione della velocità di spostamento, un eccessivo uso delle energie immagazzinate nel corpo e soprattutto un pessimo (se non addirittura un inesistente) radicamento, perchè ci si ritrova ad essere come un pezzo di legno secco. Quando l'osso sacro svolge il suo compito permette di collegare la parte bassa del corpo con la parte alta e fa si che sia la forza peso a radicarlo a terrà, usando i tendini, i legamenti e i muscoli vicini all'articolazione coxo-femorale come dei potenti ammortizzatori.

Tutto questo discorso dovrebbe far comprendere al lettore quanto siano importanti i dettagli nella pratica, di come un ossicino (l'osso sacro) sia importante nella corretta esecuzione di qualsiasi gesto, e la ben che minima sfumatura può vanificare tutto il lavoro svolto, come pochi e utili consigli possono dare un senso a tutto il lavoro svolto nel corso degli anni. Per me è stato così in Nei Dan, nella quale ho trovato 8 "semplici" consigli per dare senso e continuità alla mia pratica.

 
Arti marziali e scienza, fino a che punto la seconda capisce le prime PDF Stampa E-mail

Partendo dal presupposto che l'Arte Marziale (d'ora in poi AM) quando praticata bene non nega le moderne scoperte scientifiche vediamo di stabilire però quanto le prime sono comprese dalla seconda.
Spesso il problema di trovare un senso al lavoro svolto nella pratica marziale è dato dalla differenze di termini usata nel mondo delle AM con quelli usati nelle accademie scientifiche o sui libri di scuola.
Un esempio su tutti può essere data da una frase che diceva Ueshiba (fondatore del Aikido), e molti altri Maestri di alto livello, "non mi puoi battere perchè io sono in armonia con l'universo e non puoi sconfiggere l'universo", bene andando a spulciare i libri di scuola andiamo a capire cosa tiene in armonia l'universo: l'interazione gravitazionale.

Ecco cosa dice wikipedia al riguardo
"L'interazione gravitazionale è una delle tre interazioni fondamentali note in fisica, la cui sorgente è la massa. Nella fisica classica è interpretata come una forza di attrazione conservativa agente fra corpi massivi, la cui manifestazione più evidente, nell'esperienza quotidiana, è la forza peso.
In relatività generale, l'interazione gravitazionale è una conseguenza della curvatura dello spaziotempo creata dalla presenza di corpi dotati di massa o di energia, ed è previsto che si propaghi alla velocità della luce per mezzo della radiazione gravitazionale, un fenomeno ondulatorio che non richiede alcun supporto materiale per diffondersi nello spazio. Il campo gravitazionale è un campo tensoriale, rappresentato matematicamente da un tensore metrico, legato alla curvatura dello spazio-tempo attraverso il tensore di Riemann."

In base a quanto appena visto si può dire che Ueshiba e tanti altri Maestri di alto livello erano molto fini nella gestione della forza di gravità nel loro vivere quotidiano oltre che nell'AM.
Un'altro fattore è stato menzionato nella definizione di prima "la forza peso", chi ha avuto l'esperienza di incrociare le braccia con un Maestro di alto livello avrà notato che è in grado di farsi percepire molto più pensate "del normale" a sua discrezione, questo implica che tali Maestri riescono a far influire la loro forza peso durante un'iterazione con un altra/e persona/e.
Per fare ciò si necessita di sapersi rilassare, facendo scaturire un insieme di altre qualità marziali, come ad esempio una minor resistenza elettrica.

Ecco cosa dice wikipedia al riguardo
"La resistenza elettrica è una grandezza fisica scalare che misura la tendenza di un conduttore ad opporsi al passaggio di una corrente elettrica, quando sottoposto ad una tensione. Questa opposizione dipende dal materiale con cui è realizzato, dalle sue dimensioni e dalla sua temperatura. Uno degli effetti del passaggio di corrente in un conduttore è il suo riscaldamento (effetto Joule)."

Per capire, si immagini il corpo umano come un circuito elettrico e le contrazioni (muscolari) come una resistenza elettrica, si può capire che l'energia che passa lungo tale circuito più resistenze incontra meno effetto avrà.
Ed ecco che abbiamo messo in gioco un altro fattore al nostro discorso, "l'energia" e vediamo cosa dice wikipedia al riguardo:

"Nella fisica classica l'energia è definita come la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro e la misura di questo lavoro è a sua volta la misura dell'energia. Dal punto di vista strettamente termodinamico l'energia è definita come tutto ciò che può essere trasformato in calore a bassa temperatura."

e andando a spulciare ancora più a fondo vediamo perchè è così difficile definire cosa è l'energia (in un contesto marziale)

"La scienza, pur osservandone e calcolandone gli effetti, non ha ancora spiegato cosa sia l'energia. Richard Feynman (premio Nobel per la fisica nel 1965), affermava: 'È importante comprendere che nella fisica non abbiamo nessuna idea di che cosa sia l'energia...'"

Bene tale energia nelle AM tradizionali viene chiamata Qi o Chi in cinese o Ki in giapponese, quindi è facile capire il perchè di tanta oscurità su tale argomento.
Andiamo ora ad analizzare il termine "Qi": in italiano non esiste un vero e proprio equivalente per il termine cinese "qi", l'energia spirituale tradotta letteralmente come un "vapore" che costituisce tutte le materie, compresa la vita umana. Il carattere superiore di "qi" significa respiro  mentre l'ideogramma inferiore e' quello utilizzato per indicare il riso. "Qi" rappresenta dunque per i cinesi il soffio universale della vita che ci permette di esistere e di sopravvivere, un elemento essenziale quanto il riso nella dieta dei cinesi.

Di tutta questa definizione poniamo maggior enfasi sul termine "vapore", perchè è la chiave di volta per capire tale concetto.

Andiamo a vedere cosa dice wikipedia al riguardo:
"Il vapore è uno stato fisico della materia, definibile come stato aeriforme a temperatura inferiore alla propria temperatura critica. Nel linguaggio comune, vapore è utilizzato come sinonimo di vapore acqueo, anche detto vapore d'acqua.
Dal punto di vista fisico gas e vapore si distinguono perché il gas non può in alcun modo essere condensato (ridotto allo stato liquido) se non dopo essere stato portato a temperatura inferiore a quella critica. Ad esempio l'aria può essere compressa sino a migliaia di atmosfere di pressione rimanendo gas; per renderla liquida è necessario che la sua temperatura sia minore di circa -150 °C.
Data la caratteristica dei composti puri di avere una evaporazione isotermica, un vapore può trovarsi in equilibrio con la fase liquida (ossia alla temperatura di ebollizione del composto alle condizioni di pressione date): si parla in tal caso di vapore saturo. Se la temperatura del vapore è superiore a quella di ebollizione, si parla di vapore surriscaldato."

Bene in funzione di quanto detto e considerando che circa il 70% del nostro peso corporeo è costituito da acqua e tutti i tessuti di cui siamo formati contengono grandi quantità di acqua possiamo dedurre che il "vapore" può essere creato all'interno del nostro corpo creando energia termica.

Ecco cosa dice wikipedia al riguardo
"L'energia termica è la forma di energia posseduta da qualsiasi corpo che abbia una temperatura superiore allo zero assoluto.
È considerata una forma di energia degradata in quanto non tutta l'energia termica può essere convertita in energia meccanica, mentre di fatto tutti i sistemi potenzialmente dissipano, più o meno lentamente, la loro energia interna in calore."

Questo spiega anche il perchè nelle pratiche taoiste si parla di dan tien (cinese: Dantián; giapponese: Tanden) letteralmente significa "campo (tian) di cinabro (dan)" ed è, nella fisiologia della Medicina tradizionale cinese, il luogo nel corpo dove il chi viene conservato, accumulato e trasformato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.

Bene questi sono solo degli esempi di come l'arte marziale ha compreso la scienza nel corso dei secoli (conoscenze ad appannaggio di pochi Maestri (in origine), spesso abati di monasteri, il monastero era dove si raccoglievano le maggiori conoscenze quindi questo non dovrebbe stupire se proprio in tali luoghi sono nati determinati stili riconosciuti come "più raffinati rispetto ad altri" o definiti "interni" (Neijia)).
Non è vero invece il contrario, spesso la scienza o meglio "gli organi di scienza" non comprendono cosa stà dietro ad un Arte Marziale (i famosi principi) e catalogano tali pratiche come obsolete e dannose. In realtà quando queste pratiche sono obsolete e dannose (nella maggior parte dei casi) è colpa di chi insegna, a causa di una scarsa conoscenza della materia in questione.
Altra cosa che dovrebbe essere palese dopo la lettura di questo articolo è la seguente: tutte le caratteristiche menzionate sopra devono cooperare ed essere in armonia, da qui ecco due parole molto importanti del metodo "Nei Dan" (di cui io sono profondo sostenitore) diversificazione e integrazione. Colpa dell'incomprensione della scienza in materia marziale è dato dalla mancanza della parola integrazione nei loro studi.
Hanno talmente diversificato che non sanno come integrare e quindi non riescono a venire a capo della materia.

 
GEORGE XU 10 segreti PDF Stampa E-mail

1) Il corpo è morto, lo spirito è vivo. La mente deve essere calma e il corpo rilassato e pesante, non bisogna fornire informazioni. Il cuore calmo come l’acqua. Lo spirito deve essere vivo come il vento. Nessuna informazione all’avversario.

2) Disconnettere. Quando disconnetti lascia che la forza dell’avversario vada in altre direzioni, non contro di te. Riduci la sua forza, non gli fornisci informazioni e la sfrutti contro di lui affondando. Devi essere connesso con le sensazioni, con la mente, solo il corpo è disconnesso.

3) Lavoro con l’immaginazione ricordando le sensazioni provate durante il combattimento reale. Così posso immaginare di sollevare 6 persone o 20 kg. E’ la mente, l’immaginazione che lavora. In questo modo come minimo raddoppio la forza. Lavoro immaginando il doppio di avversari. Così quando incontro un avversario mi sembrerà leggero. E’ così che mi alleno.

4)La forza non va solo in linea retta. Quando faccio la forma o combatto non penso mai di colpire solo in una direzione. La mia intenzione non è mai solo sul pugno, ma anche a colpire da un'altra angolazione. Così l’avversario non può fermarmi. La forza non viene mai da dove l’avversario se la aspetta.

5) Usa il corpo per muovere gli arti. Tutto viene dal centro. E’ il dan tien che conduce tutto. I muscoli della schiena e di tutta la parte posteriore del corpo devono essere connessi così che i movimenti che partono dall’alto si riflettono in basso e viceversa. E inoltre se tocchi la mia mano tocchi tutto il mio corpo. Devo portare le braccia e le gambe nel dan tien. E’ lo zhong ding a muovere tutto. Quattro diventano uno. Braccia e gambe diventano uno. Con il nemico 5 diventano 1. Anche il nemico entra a far parte di me, lo muovo assieme a tutto il resto.

6) Il corpo dev’essere vuoto e unito (melt è il termine che ha usato). Il chi dev’essere puro. I muscoli devono essere rilassati, è l’energia a colpire. Se il corpo è vuoto lo spirito prende il comando e la velocità è quella dello spirito.

7) Le braccia si muovono continuamente con un movimento a spirale che non ha interruzioni, non devono mai fermarsi ed essere un’unità. Zhan Ssu Jin

8) Il corpo dev’essere sciolto, aperto, fuso (di nuovo melt). Lo spirito in contatto con l’universo, grande, senza confini. Lo spirito deve diventare più grande possibile. Così si può usare il grande per sconfiggere il piccolo. L’energia e lo spirito devono diventare sempre più grandi. Se lo spirito è in grado di cambiare dimensione il nemico non avrà scampo.

9) La durezza deve venire dallo spirito. Durezza spirituale. Se lo spirito è duro anche il fisico lo sarà.

10) Puro spirito. Tutto diviene spirito. Tutte le qualità sono spirituali. Il fisico non sente nulla, ma la mente sente ogni cosa. Nessuno può fermare la tua mente, nessuno può farle male. Nessuno può nulla contro di te. Ogni cosa deve divenire spirito.

Questo è il mio sistema.

Pesante perché è morto.

Leggero perché è spirituale.

 

 


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