Ti trovi: Home

Sondaggi

A che età hai iniziato a praticare una qualsiasi arte marziale?

Vinaora Visitors Counter

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday20
mod_vvisit_counterYesterday201
mod_vvisit_counterThis week1065
mod_vvisit_counterLast week1421
mod_vvisit_counterThis month4429
mod_vvisit_counterLast month6710
mod_vvisit_counterAll days605791

Online (20 minutes ago): 6
Your IP: 18.232.124.77
,
Today: Ago 23, 2019

Disclaimer:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per chi ama le Arti Marziali
Articoli

Gli articoli dei membri della Nei Dan School!



Breve storiella PDF Stampa E-mail

Ecco una breve storiella su cui riflettere

"In una famiglia di pescatori (padre, madre, figlio) il padre esce tutte le mattine per andare a pescare, quando torna la madre pulisce e cucina il pesce, e il figlio se lo gusta insieme ai genitori. In un altra famiglia di pescatori il padre si sveglia presto tutte le mattine e porta con se il figlio, gli insegna a fare le esce, a preparare gli ami e infine lo istruisce sulla pesca. Quando il bimbo torna a casa, la madre gli insegna a pulire e a cucinare il pesce, alla fine tutti insieme si gustano il pesce." Ovviamente tra le due famiglie la più lungimirante è la seconda perchè nella malaugurata ipotesi che uno o entrambi i genitori del bambino dovessero venire a mancare il bambino potrà camminare con le sue gambe su una strada già tracciata senza bisogno di riscoprire (con conseguente perdita di tempo) tutto ciò che i genitori avrebbero dovuto insegnarli. Bene nelle palestre di Arti Marziali oggi succede questo, ti danno già la pappa fatta senza permetterti di sperimentare e senza trasmettere il metodo, ma solo la tecnica. Un bravo istruttore (ma anche un Maestro) deve mettere in condizione di vivere l'arte (trasmettendo il sapere delle generazioni di Maestri che sono venuti prima di noi, una celebre citazione dice "io vedo lontano perchè stò suelle spalle dei giganti") e permettendo così all'allievo di diventare indipendente nel momento in cui si necessita (prima di tutto bisogna essere Maestri di se stessi e sperimentare).

 
L'artiglio dell'aquila PDF Stampa E-mail

L'artiglio dell'aquila non è una tecnica ma è una della capacità che il praticante di Xin Yi Liu He Quan deve sviluppare. Forti di questa consapevolezza vediamo esattamente di cosa stiamo parlano attraverso un esempio:

"Ipotizziamo di voler percuotere l'orecchio del nostro nemico con un colpo di palmo per rompergli il timpano, fatto ciò il praticante di Xin Yi Liu He Quan non può tornare indietro con la mano vuota, questo implica che la mano chiude e strappa la parte più vicina dell'avversario, in questo caso l'orecchio."

Bene questa è un espressione strategica di questo concetto, che è la cosa più facile da capire al riguardo, la parte più difficile è capire come va chiusa la mano secondo questo principio. Per fare ciò non sono le dita che chiudono, ma è il palmo che si ritrae dal centro mantenendo le dita con un aspetto ad arco (l'arco è un principio portante delle arti marziali interne cinesi). Vediamo ora un esercizio basilare per cercare di cogliere l'essenza di questo principio (l'artiglio dell'aquila), afferrate un piccolo oggetto con le dita (una bottiglietta d'acqua, una custodia per gli occhiali, un piccolo bastone) e provate a stringere forte con le dita, se vi toccate il bicipite noterete che è contratto. Ora invece portate l'attenzione sul centro del palmo della mano (che in agopuntura riveste un ruolo importante) e al posto di chiudere le dita cercate di lasciarle dove sono facendo rientrare il palmo della mano (ricordando di mantenere le dita con un aspetto ad arco) ora dovreste sentire il piccolo oggetto che viene pressato e il vostro bicipite è completamente decontratto, mentre l'avambraccio è in tensione tendinea.

Realizzato cosa voglio spiegare in questo articolo noterete come la vostra presa sul nemico sarà decisamente superiore a prima (quando si usavano solo le dita) e di gran lunga più utilizzabile in un contesto marziale. Così, tanti gesti prenderanno senso, ad esempio gli hikite del karate ma anche tutte quelle tecniche in cui la mano percuote aperta e ritorna chiusa, qualsiasi sia l'arte marziale praticata.

Compreso il modo corretto di realizzare fisicamente il concetto "artiglio dell'aquila" capirete come è facile realizzare strategicamente l'esempio menzionato ad inizio articolo. Ora compreso il contenuto di questo articolo guardate gli artigli dell'animale ritratto nell'immagine dell'articolo e traete le vostre conclusioni.

 
L'allenamento al combattimento PDF Stampa E-mail

L'allenamento al combattimento nelle Arti Marziali Tradizionali generalmente è molto trascurato, durante le mie lezioni viene affrontato ma in maniera sommaria, più come una prova del nove che non un allenamento mirato. Questo lo faccio volutamente e con cognizione di causa, perchè io credo (facendo un paragone con la scuola pubblica ) che uno stile è un percorso didattico scolastico e il combattimento è il lavoro vero e proprio. La scuola non può preparare in alcun modo al mondo del lavoro, deve però dare le basi per far si che lo studente quando esce è il più possibile flessibile perchè il mercato del lavoro lo è! Quindi in funzione del lavoro che farà l'ormai ex studente in base agli approfondimenti personali che lui avrà fatto sarà o non sarà un buon lavoratore. Il combattimento non differisce, sono troppe le casistiche del combattimento e chi crede di poterlo studiare in una palestra si "illude" perchè ciò è impossibile. Un buon Maestro o un buon istruttore vi sa indicare la strada da approfondire, ma non può approfondire per voi, lo deve già fare per se stesso. Quindi è deleterio passare troppo tempo ad allenare il combattimento nella propria palestra per i seguenti motivi:

1. Ci si focalizza sempre su un determinato range di attacchi (a causa dello stesso stile praticato)

2. Alla lunga si impara a conoscere i propri avversari e questo rende inutile il lavoro perchè ci si allena per essere flessibili e adattabili

3. Non ci si confronta con svariate situazioni e varianti

Bene questo mio ragionamento mi fa pensare a una cosa," hai visto mai che i Maestri che non volevano far fare combattimento ai propri allievi (ad esempio Funakoshi) la sapessero lunga!?". L'unica cosa da fare e allenarsi con gente di stili diversi prendendo per quello che è il combattimento rituale: un allenamento mirato a migliorare entrambi senza gratificazione dell'ego. Idem le gare, fare sempre lo stesso tipo di gare induce le persone a specializzarsi troppo e questo è risaputo essere un errore (a meno che l'agonismo non sia l'unico scopo della pratica di quella persona) proprio perchè il combattimento è mutevole e non prevedibile, quindi per definizione non standardizzabile. Per questo io ai miei allievi consiglio di non fare gare ma gli incentivo a confrontarsi continuamente, con amici, compagni, parenti, conoscenti purchè gente che faccia stili differenti dal nostro. Capisco che all'inizio della pratica è difficile accettare questo ragionamento per questo (all'inizio della pratica) permetto ai miei allievi di fare un po' di esperienza con me in un ambiente familiare e per così dire "asettico", ciò non toglie che non appena sono stati "svezzati" devono imparare a camminare con le loro gambe per crescere e fare le loro esperienza in modo tale da diventare adulti e autonomi (come deve essere un rapporto tra padre e figlio). Non bisogna stare sempre nelle stesse quattro mura, questo uccide l'arte. Non bisogna cercare di standardizzare il combattimento, questo uccide l'arte. Praticare con cuore sincero e con tanta umiltà senza gratificazione dell'ego: questo rende grande la propria espressione dell'Arte Marziale.

 

 
I cambi di altezza nello Xin Yi Liu He Quan PDF Stampa E-mail

Per definizione il combattimento è un qualcosa di non standardizzabile, anche a livello di altezza mantenuta dal praticante durante l'esecuzione di qualsiasi gesto. Non a caso uno dei 10 animali che si studiano (inteso come attitudine e strategia di quell'animale) nello Xin Yi Liu He Quan è la rondine che allena i repentini cambi di altezza in fase di attacco. Questo aspetto è fondamentale, saper cambiare costantemente velocità, ritmo, intensità e altezza è una componente fondamentale di chi si pone l'obbiettivo di voler combattere. Anche perchè questa strategia permette di passare da una percussione ad una leva e successivamente ad una proiezione, cosa impensabile se ci si mantiene sempre alla stessa altezza. L'immagine che ci si figura durante l'allenamento di questa componente è quella di una rondine inseguita da un falco che cambia costantemente i fattori prima menzionati per poter avere una chance di salvarsi. Per allenare al meglio tale capacità si richiede un allineamento posturale corretto e l'abilità di scendere grazie al rilassamento dei coxo-femorali e non grazie al piegarsi ginocchia in avanti, questo per evitare infortuni alle articolazioni! Altra cosa da non sottovalutare è la seguente, per un principiante allenare "la rondine sfiora l'acqua" dello Xin Yi Liu He Quan rinforza e non poco (le gambe) cosa che tanti sottovalutano ma che in realta torna molto utile.

 
La tecnica PDF Stampa E-mail

Spesso si sente dire nelle palestre di Arti Marziali che la cosa più importante quando si studia è concentrarsi sulla tecnica. Bene, analizziamo ora tale vocabolo:

Tecnica deriva dal greco τέχνη (téchne), "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare".

Da questa definizione possiamo capire (senza lasciare adito a dubbi) che qualcosa si è perso lungo il percorso. Perchè i vecchi Maestri davano importanza alla tecnica come concetto del "saper fare" e non come forma stilistica. Oggi come oggi esistono troppi praticanti marziali (a loro è precluso il termine di artisti) che danno peso solo alla forma estetica (significato moderno di tecnica nelle arti marziali) e poco valore danno alla sostanza relegando i principi che supportano le Arti Marziali come un qualcosa di inutile, cosa che nel tempo ha snaturato tanti stili.

Come abbiamo capito la parola téchne è stata profondamente snaturata, la domanda che dobbiamo porci tutti ora è: cosa possiamo fare per trasformare il nostro gesto estetico in "arte del saper fare"?!

L'unica cosa è allenarsi secondo i principi, smettendola di gareggiare e iniziando a confrontarsi (cosa estremamente differente) bisogna tornare a praticare le arti marziali dedicandosi ad esse e non solo un paio d'ore di allenamento durante la settimana, bisogna allenarsi quotidianamente con impegno e secondo gli insegnamenti di un Maestro che insegna secondo principi ovvero Tèchne e non tecnica (in senso moderno). Insomma bisogna praticare Arte Marziale (cosa estremamente rara al giorno d'oggi).

 


Pagina 8 di 20
Slideshow by phatfusion
Design by Next Level Design Lizenztyp CC