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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Per chi ama le Arti Marziali
Articoli

Gli articoli dei membri della Nei Dan School!



Due week end di fuoco PDF Stampa E-mail

 

In data 2 e 3 aprile 2011 si è svolto nella bellissima località di Montese (MO) il consueto stage primaverile organizzato dalla Nei Dan School, con la partecipazione del Maestro George (Guo Ming) Xu.
Era possibile allenarsi nello Xin Yi Liu He Quan, nel Tai Chi Quan di stile Chen e di stile Yang. Il Maestro Xu è stato coadiuvato dal Maestro Flavio Daniele (che ha organizzato l'evento), il programma si è svolto così:

 

 

 

Inizio lezione mattutina: ore 9 e 30
Fine lezione mattutina: ore 13
Inizio lezione pomeridiana: ore 15
Fine lezione pomeridiana: ore 18


Grande enfasi è stata data al fatto che quando qualcuno viene a contatto con una parte qualsiasi del nostro corpo deve sentire solo il centro e non gli arti. Il gruppo come sempre è stato molto numeroso e affiatato, si respirava un bel clima (come sempre) e come di consuetudine è stato un ottimo posto dove scambiarsi consigli, opinioni e perchè no qualche spinta/colpo.


 

 

Sabato 9 aprile si è svolto a Torino presso la Ligorio Academy una lezione di Tai Chi Quan stile Chen con i Maestri Guo Ming Xu e Flavio Daniele, sei ore di allenamento bellissime. Al mattimo si è lavorato sul Nei Gong/Qi Gong e nel pomeriggio ci si è dedicati allo studio della forma di 83 figure (lignaggio Chen Fake, giunto a questi due Maestri attraverso il Maestro Ma Hong)

 

 

 

 

 

Si percepisce fin da subito l'alto contenuto marziale di tale forma, composta da variazioni di ritmo, cambiamenti di altezza, fajin, percussioni, leve e proiezioni. Insomma uno strumento bellissimo per apprendere l'arte marziale. Si sono fatte sentire poi le posizioni molto basse tipiche dello stile Chen. Insomma una giornata magnifica condita da un ottima tradizione marziale e da due Maestri davvero unici.

 

 

 

 

Un grazie anche alla mia fidanzata che si è prodigata per scattare le foto agli stage.

 
Il Nei Gong PDF Stampa E-mail

Il Nei Gong: Il segreto della forza marziale

 

Nella foto è ritratto il Maestro Ye Xiao Long all'età di 75 anni in cui mette in risalto la sua straordinaria scioltezza datagli dal power stretching, di lui si dice chè ha i tendini forti come cavi d'acciaio e le articolazioni sciolte come quelle di un bambino.

Estratto dei risultati delle ricerche e sperimentazioni sul Nei Gong presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Bologna condotte dall’equipe del prof Carmelo Di Stefano pubblicati su Samurai di giugno 2003.

- Il Nei Gong (lavoro interno) è uno dei pilastri fondamentali della pratica dell'arti marziali. Questo tipo di lavoro sulla struttura interna e profonda del corpo comincia con lo sviluppo della forza elastica esplosiva per mezzo degli esercizi di POWER STRETCHING. 
Il power stretching applicato alle arti marziali aumenta le percentuali d'utilizzo d'energia interna, innalza il livello psicofisico, migliora l’efficienza fisica e funzionale, aiuta a rimetterci in forma.  L’intero organismo corpo-mente, soprattutto la muscolatura, si arricchisce d’energia,contemporaneamente si affinano le capacità senso-percettive e neuromotorie, compresi l’equilibrio, la postura, la coordinazione. Inoltre aumenta lo stato di veglia, il tempismo
percettivo-esecutivo, si sviluppano meglio le qualità psico-intellettive, s'incrementano: forza, potenza, resistenza ed elasticità. Gli schemi mentali di movimento si programmano e riprogrammano con costante alternanza, aumenta l’armonia, la fluidità e la morbidezza di movimento; inoltre si raggiunge un giusto posizionamento, orientamento, proiezione e penetrazione del corpo nello spazio e nel tempo

[…] Il power stretching del Nei Gong con la sua scientificità d'arte e scienza è una forma d'allenamento naturale che:
a)  ci rende più forti, veloci, flessibili, permette lo sviluppo e l’incremento dei processi di tutte le potenzialità energetiche - cerebrali, mentali e corporee;
b)  allena tutte le strutture nervose, muscolari e funzionali in maniera globale ed intelligente; 
c)  aiuta ad automatizzare, perfezionare e padroneggiare la forza esplosiva integrata nelle tecniche della gestualità sportiva in generale e in modo specifico delle arti marziali
d)  interessa i tre livelli neurologici funzionali: spinale, tronco encefalico, corticale.
[…] In ogni situazione si può così percepire qualsiasi variazione interna-esterna e anticipare, fronteggiare e rispondere contro il bersaglio tempestivamente, in tempi infinitesimali brevi, con tutta l’energia-forza che c’è dentro.

[…] Campi di applicazione del Power Stretching
Per i suoi effetti può essere applicato in campo sportivo, terapeutico-riabilitativo e in tutti i settori della motricità e del benessere psicofisico e della salute in generale.
Tutto il lavoro di power stretching, progettato sui principi delle arti marziali adattate, ha funzionato come meccanismo di
compensazione, favorendo le sinergie muscolari, equilibrando e attenuando le tensioni, stabilizzando tutto il sistema neuro-motorio, migliorando le prestazioni.
I risultati raggiunti dai partecipanti sono stati eccellenti, hanno superato ogni aspettativa, e questo ci autorizza a sottolineare che i valori terapeutici e di recupero del power stretching sono significativi e reali.

 
Un brutto vizio PDF Stampa E-mail

UN BRUTTO VIZIO

 

Oggi come un tempo si tende a commettere l'errore di professarsi allievi di Maestri che magari abbiamo visto poche volte in vita nostra solo per renderci belli agli occhi di potenziali allievi. Per prima cosa quando ciò avviene noi non siamo onesti nei confronti degli altri, ma seconda cosa (che è la più importante) ci sottovalutiamo volutamente, perchè l'essere o no un buon Artista Marziale non dipende da quanti e quali Maestri abbiamo frequentato ma da quello che sappiamo fare e da quello che sappiamo trasmettere. Ad esempio io ho militato per parecchi anni nella SKII del Maestro Masaru Miura ed ho partecipato a diversi suoi stage non per questo mi professo suo allievo, tali lezioni mi sono state utili ma io ero e sono allievo di Mario Peirano per quanto riguarda il karate. Stessa cosa dicesi per lo Xin Yi Liu He Quan e per le discipline cinesi, io ho frequentato molte ore con il Maestro George Xu e potrei definirmi suo allievo, ma prima ancora io sono allievo di Flavio Daniele, lui si è allievo del Maestro George Xu. Tutto questo lo scrivo perchè il panorama marziale è pieno di gente (anche brava sia chiaro) che milanta discendenze che non ha. Ora questo modo di fare era già presente un tempo, non è certo un modo di fare nato negli ultimi 5 o 10 anni, però con l'avvento di internet è molto più facile individuare chi si comporta così. Questo piccolo sfogo vuole essere diretto a tutti coloro che così si comportano e che minano la loro stessa credibilità, ripeto alcuni di questi Maestri sono anche bravi e in quest'ottica si tagliano le gambe da soli. Quindi diffidate sempre da chi non vi dice la verità, per quanto bravo (marzialmente parlando) esso sia. Certo i nomi dei miei Maestri sono italiani e non orientali e questo mi rende meno "figo" agli occhi di chi si avvicina al mondo delle arti marziali, ma almeno posso dire di essere onesto con me stesso e soprattutto verso gli altri.

 
La coppa mezza piena PDF Stampa E-mail

La coppa mezza piena (a volte tutta piena)



Quando una persona oggi come oggi entra in una palestra di arti marziali nel bene o nel male sa già cosa cerca, o meglio crede di saperlo, e quindi il più delle volte rimangono delusi da quello che è la realta dei fatti. Arrivano convinti già di sapere e qui c'è il primo grossissimo errore (errore che commettono o hanno commesso quasi tutti, il sottoscritto compreso), perchè bene o male nell'immaginario collettivo la gente ha dei canoni prestabiliti (generalmente dettati dalla tv o da storie sentite raccontare dagli amici o parenti). Quindi quelli che vogliono tirare i calci e i pugni (percussioni) vanno a fare Karate o qualche stile di Kung Fu, quelli che vogliono combattere corpo a corpo vanno a fare Judo o Shuaijiao e invece quelli che vogliono uno stile ad alto contenuto filosofico si buttano su discipline quali Aikido o Tai Chi Quan mentre quelli che hanno voglia di fare a botte a contatto pieno si rivolgono agli sport da combattimento. Bene come si può dedurre la scrematura grossa la fanno già le persone, ancor prima di capire se quella disciplina scelta non gli preclude possibilità migliori (possibilità migliori in funzione della singola persona). Quindi possiamo facilmente capire che con il tempo queste categorie (autoindotte) si sono accentuate ancora di più perchè come qualsiasi praticante sa l'ascendente di un Maestro su di un allievo è sempre molto forte se il legame è un minimo sentito. Bene questa situazione è paradossale, ogni arte marziale va studiata in una scuola di arti marziali, e come ho già detto in passato le scuole sono a difficoltà sempre maggiore. Quindi bisogna partire dal grezzo per poter raffinare e non viceversa. Bene posso dire che quello che lo Xin Yi Liu He Quan mi permette è di stravolgere un po quanto appena detto nel discorso, la gente non avendolo mai sentito o visto praticare (essendo un'arte di nicchia) non arriva con pregiudizi e quindi per me è tutto più semplice, questa è la realtà dei fatti, questo rende unico lo Xin Yi Liu He Quan in questo periodo, la possibilità di trasmissione senza inquinamenti vari a causa di una disponibilità totale di chi riceve causa proprio un mancato incasellamento nelle categorie prima definite, anche se questo mi mette in condizioni di maggiori responsabilità nei confronti dell'arte. Quindi è bello, divertente e soddisfacente vedere la faccia delle persone quando gli dimostri che un gesto può essere percussione e al tempo stesso proiezione o leva articolare, di come uno stile, nella fattispecie lo Xin Yi Liu He Quan permette di combattere alla lunga, media e corta distanza, di come le tecniche sono solo esercizi e non l'anima dello stile. Per fare un paragone è come se a scuola andassimo per imparare a scrivere in funzione dell'ora di Italiano e non per imparare a comunicare in maniera scritta con il prossimo. Bene tutte queste cose sono possibili in qualsiasi arte marziale, perchè un buon praticante di Tai Chi Quan sa tirare ottime percussioni come un buon praticante di karate sa effettuare una proiezione e di come ognuno di questi praticanti si faccia un mazzo come una casa al pari di un buon praticante di sport da combattimento. Bene tutte queste problematiche si potrebbero estirpare se la gente venisse in palestra come una tazza completamente vuota e non mezza piena (o del tutto piena).

 

 
Yijinjing PDF Stampa E-mail

Yijinjing

 

Yijinjing (易筋经; in Wade-Giles I Chin Ching; traducibile come Classico del Cambiamento dei Tendini o dei Muscoli) è un termine delle arti marziali cinesi con cui viene indicato un manuale di esercizi di Qi gong e l'insieme degli esercizi salutistici stessi descritti in quel testo.

Storia

Sull'origine dell'Yijinjing vengono tramandate molte storie. Quella più diffusa ne attribuisce la compilazione a Bodhidarma e ne fa un elemento basilare per la formazione dello Shaolin Quan. Secondo questa leggenda Bodhidharma arrivò nel tempio shaolin e trovò i monaci in cattive condizioni di salute e di forma, perciò insegnò un sistema di esercizi detti Yijinjing per ovviare a queste condizioni. In seguito egli consegnò al suo successore Huike due testi: l'Yijinjing ed il Xisuijing (洗髓经, classico del lavaggio del midollo). Dei due solo il primo è giunto fino ai giorni nostri. Questa tradizione è ritenuta inattendibile da numerosi storici delle arti marziali cinesi, come Tang Hao, Xu Zhen e Matsuda Ryuchi. Questi storici hanno analizzato l'Yijinjing e basano la loro convinzione sulle incongruenze che compaiono nelle due introduzioni al testo, una attribuita a Li Jing, un generale dell'epoca della dinastia Tang, che l'avrebbe scritta nel 628, l'altra attribuita a Niu Gao, un generale dell'epoca della dinastia Song. Esattamente è l'introduzione di “Li Jing” che racconta che Bhodidarma ha fondato lo Shaolin Quan e che riferisce che ciò accadeva il decimo anno del periodo Taihe dell'imperatore Xiaoming degli Wei del nord. In realtà il periodo Taihe è quello dell'imperatore Xiaowen e nel decimo anno di quel periodo (487) secondo le ricostruzioni storiche il Tempio Shaolin non esisteva e sarebbe stato edificato ben 10 anni dopo.

Ma queste sono tutte informazioni che si possono trovare comunemente su Wikipedia, quello che generalmente non viene detto è qual'è il principio che si nasconde dietro questi esercizi, ovvero: lavoro per forze contrapposte. All'apparenza gli esercizi di Yijinjing possono assomigliare agli esercizi isometrici ma in realtà lo scopo è quello di allungare i tendini in due direzioni e mantenerli così in tensione con lo scopo di renderli più forti, e questo tipo di forza rimane nascosta, perchè al contrario dei muscoli i tendini non si gonfiano in maniera tale da poter distinguere a occhio se una persona è fisicamente forte oppure no. Questo è uno dei segreti delle arti marziali cinesi, e difficilmente si trova qualche maestro disposto a insegnare tale "segreto", io ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino il Maestro Flavio Daniele e il Maestro Xu Guo Ming che non tengono per loro tali tesori marziali. Quindi come al solito non sono gli esercizi in se ad essere importanti, ma i principi che vi stanno dietro, e in questo caso il principio si può definire "lavoro per forze contrapposte". Attraverso questi esercizi un mio allievo ha riscontarto un miglioramento del suo benessere fisico, sovente gli capitava di avere le braccia che gli formicolavano mentre lavorava, dopo poche settimane di questi esercizi (con cadenza giornaliera) ciò non accade più. Sono esercizi che richiedono poco tempo una volta appresi e vanno praticati con gradualità per non rischiare di infiammare il tendine.

 


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