Emissioni di suoni nelle arti marziali Stampa

Il "kiai" in giapponese o "fasheng" in cinese è l'emissione del suono nelle arti marziaili ma i più sanno solo urlare, e chiunque abbia non dico praticato arti marziali ma sia anche solo entrato in una palestra definita tradizionale ha sentito tali urla. Bene di motivazioni ne ho sentite tante riguardo a questo aspetto tradizionale, elenco le varie opzioni sentite nel tempo.

1. Urlare serve a dare più forza al colpo
2. Urlare serve a spaventare l'avversario
3. Urlare serve a far capire all'arbitro che hai fatto il punto in gara

Ed in effetti urlare può avere anche questi scopi, peccato che il "kiai" in giapponese o "fasheng" in cinese non sia semplicemente uralre, ma emettere un suono che è cosa estremamente diversa. Prendo in prestito le parole del mio Maestro Flavio Daniele

Un cannone quando spara un colpo emette come effetto secondario un rumore, e nelle arti marziali è la stessa cosa, il kiai o fasheng è un effetto collaterale di un buon colpo, inoltre ci sono dei suoni ben precisi che vengono emessi in determinate situazioni. Inoltre la caratteristica di una corretta emissione di suono è che il suono stesso viene distribuito in espansione in maniera conica, e non in maniera lineare come un urlo qualsiasi, il suono ha volume.


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